Le Mie Passeggiate

il sito di Giuseppe Albrizio

Appennino oltre i 2000 metri

Monte Ginepro; dalla Chiesa di San Nicola, Civita, frazione di Collepardo

Monte Ginepro

dalla Chiesa di San Nicola, Civita, frazione di Collepardo

 

Introduzione:

Ottima escursione, anche se lunga, effettuata il 16 Luglio 2013.

Itinerario sconosciuto alla gran parte degli escursionisti che non sono del posto, la via non è segnata ma è molto evidente e facile.

Tempo di salita 3,50 ore - ascesa circa 1300 m - Km circa 12

Tempo di discesa (stessa via) 2,45 ore - Ascesa 100 m - Km circa 12

.

Nota 1:

Il gruppo dei Monti Simbruini è una lunga e complessa catena che confina con le province di Roma, Frosinone, L'Aquila e Rieti.

Comprende alcuni sottogruppi; Monti Ernici, Monti Cantari, Monti Carseolani.

Data la mancanza di veri e propri punti di confine naturali tra i sottogruppi sopra scritti, non è sbagliato chiamare tutto il sistema montuoso con il nome Simbruini.

Fare riferimento alla cartina "GRUPPO DEI MONTI ERNICI - CLUB ALPINO ITALIANO Sezioni di Alatri, Frosinone e Sora - scala 1:25000 - EDIZIONI IL LUPO"

 

Percorso auto:

Dalla superstrada Sora-Frosinone si esce allo svincolo per Veroli-Abbazia di Casamarì e si seguono le indicazioni per Veroli. All’incrocio, circa 3 chilometri prima di giungere al paese, si va a destra direzione Prato di Campoli (tabelle). Al bivio successivo si trascura a destra la strada che sale a Prato di Campoli e si prosegue dritti direzione Collepardo-Ponte dei Santi-Certosa di Trisulti. Arrivati presso il nucleo abitato di Civita (frazione di Collepardo), che si ha a sinistra, si è ad un quadrivio; si svolta a destra direzione Certosa di Trisulti. Subito dopo, ad un secondo bivio, si va a destra (indicazioni per Via Sasirgia e Chiesa di San Nicola) e si parcheggia presso il piazzale della chiesa 798 m.

 

Descrizione:

A piedi si segue Via Sasirgia, la strada è cementata e molto invitante e viene subito il dubbio che forse conveniva continuare in auto per guadagnare qualche chilometro. Ottimo il panorama sulla Certosa di Trisulti, il Monte Rotonaria, La Monna e davanti a noi, lontanissima, la nostra meta, Monte Ginepro.

Dopo poche decine di metri si passa accanto ad un fontanile, ancora avanti e dopo 10 minuti, dalla partenza, si giunge ad una biforcazione. Qui ci si mette subito l’animo in pace perché si capisce che l’idea di continuare in auto dalla chiesa sarebbe stata insensata.

La strada di destra, superata una sbarra sempre aperta, porta presso delle abitazioni, si prende quella di sinistra, questa è cementata, sale ripidamente, a tratti ha il fondo bagnato ed è molto sdrucciolevole.

Superato un bottino la via diviene sterrata e sassosa, si arriva così ad una seconda biforcazione: la strada di sinistra, sbarrata da grossi sassi, va in piano e poi scende, si va a destra in ripida salita su un fondo terroso e pieno di pietre (ci sono dei vecchi segnali del CAI).

Si passa una sbarra sempre aperta (in alto a destra si ha come riferimento un orrendo scheletro in cemento di una casa in costruzione) e si continua a salire faticosamente fino ad intercettare, a quota 965 m, la sterrata che parte dalla località Lo Stallone e che porta alla Fontana San Giovanni, tempo impiegato fin qui 30 minuti. Da notare che sotto l’incrocio, nascosta da alberi c’è una piccola casa bianca con un bel prato; è ottimo punto di riferimento.

 

(La località Lo Stallone si trova a quota 752 metri lungo la strada Veroli-Certosa di Trisulti, 1,5 Km prima di giungere alla Chiesa di San Nicola. Il traffico su questa strada è consentito solo ai residenti in zona)

Si segue l’ampia sterrata a sinistra in salita, trascurare tutte le deviazioni marcate da vecchi segni giallo-rosso del CAI che sono scomode scorciatoie e aiutano solo a fare confusione. A quota 1120 m si giunge ad un bivio, andare dritti trascurando la strada di destra, ancora avanti e si giunge nella località Cerreto dove, sotto a sinistra, ci sono due stazzi “Stazzo Cerreto” 1130 m.

Qui c’è un'altra biforcazione, la strada di sinistra, in leggera discesa, porta agli stazzi e poi continua fino a raggiungere la Valle Marchetta ad una quota molto bassa, 1099 m.

Si imbocca la strada di destra che sale con un paio di tornanti, si supera un’immagine sacra, Crocifisso con cippo, e si sale ancora fino alla Fontana San Giovanni (quota 1230 m circa - 1,30 ore da San Nicola).

Fatto rifornimento d’acqua si continua a seguire la sterrata, senza possibilità d’errore, si passa accanto al vecchio fontanile, asciutto e invaso dalla vegetazione e dopo 8 minuti (dalla Fontana San Giovanni) si attraversa la Valle San Giovanni. Qui, nell’impluvio sulla destra, parte il sentiero segnato dal CAI, numero 611B, con i nuovi colori rosso-bianco, solo che è poco invitante perché la scritta si è quasi cancellata.

Trascurato il sentiero si prosegue lungo la sterrata, dopo una serie di serpentine si passa vicino al Colle Rosica dove c’è una grossa Croce e, più in basso, sulla destra, una lapide a ricordo di una persona che amava la montagna, quota 1340 m.

Ancora avanti e sulla destra si nota appesa ad un albero un quadro sacro con la scritta “Madonna delle Pratelle, Alatri” e su un albero successivo un altro quadro sacro; sembra che da qui inizi un sentiero ma non si capisce dove porta.

Si supera la Costa degli Asini, 1365 m, e si inizia a scendere leggermente, si passa accanto ad un’altra immagine votiva (Madonna con Bambino) e si arriva alla fine della strada quota 1300 m. Ci troviamo nell’impluvio della Valle Marchetta, a sinistra, direzione Ovest, parte il sentiero segnato numero 612, da trascurare (40 minuti dalla Fontana San Giovanni).

Ora non rimane altro che risalire la valle boscosa in direzione Nord-Est (non c’è mulattiera), all’inizio si rimane a sinistra del fondo del fosso, poi si continua nel letto fin quando è possibile e infine si segue il lato destro.

La via, anche se non segnata, è abbastanza comoda, ogni tanto ci sono vecchie tracce di sentiero. A quota 1500 m la mulattiera si fa evidente e la si segue fino all’uscita dal bosco, quota 1600 m. Bello l’anfiteatro racchiuso dalla Selva di Rota, La Lota e Monte Ginepro.

Si continua a seguire l’impluvio e a quota 1690 m, proprio nel fondo, c’è il resto di una colonnetta di un cippo che un tempo segnava il confine tra il Regno delle Due Sicilie e lo Stato Pontificio, rotolato dalla cresta tra Monte La Lota e Monte Ginepro, purtroppo ha le scritte consumate e illeggibili.

Ancora avanti seguendo il fondo pietroso e roccioso del vallone, si ruota progressivamente verso Est e poi Sud e si guadagna lo spartiacque vicino al Monte Ginepro 2004 m che si raggiunge in pochi minuti (1,40 ore dalla fine della strada - ascesa 1300 m circa)

Dalla vetta ottimo il panorama su tutto il Gruppo degli Ernici e sui paesi della Valle Roveto.

 

Al ritorno dal Monte Ginepro si scende lungo la cresta in direzione Nord (qui come detto in precedenza passava il vecchio confine Papalino-Borbonico ora confine tra la regione Lazio e Abruzzo) e si raggiunge così la Croce di Monte La Lota 1930 m, ottima la vista sul sottostante paese di Rendinara. Ancora si continua lungo la dorsale fino a toccare il punto più basso, 1856 m, prima di risalire verso la località Selva di Rota.

Da quota 1856 m si scende velocemente nella Valle Marchetta fino a quota 1690 m (dove c’è la colonnetta trovata in salita) e da qui si segue lo stesso percorso di salita (vedi Nota 2). Tempo di discesa 2,45 ore - ascesa 100 m

 

Nota 2:

Entrati nel bosco si percorre un evidente sentiero (lo stesso fatto in salita) fino a quota 1500 m, poi questo si allontana dall’impluvio, conviene non seguirlo, anche se molto invitante, perché più avanti si perde. Quindi raggiunta quota 1500 m si abbandona la mulattiera e si scende a destra seguendo il fosso che si mantiene poco sotto a destra; in pratica bisogna fare lo stesso percorso fatto in salita.

 

 

001 - dalla Chiesa di San Nicola vista di Via Sasirgia e, lontanissimo, il Monte Ginepro

001 

002 - la Chiesa di San Nicola con l’ampio parcheggio

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003 - da San Nicola vista della Certosa di Trisulti, il Monte Rotonaria e, in alto a sinistra,

il Monte La Monna

003

004 - particolare della Certosa di Trisulti

004 

005 - il primo fontanile che si incontra

005 

006 - il primo bivio, si prosegue a sinistra su strada cementata, bagnata e molto sdrucciolevole

006 

007 - il bottino che si ha a destra

007 

008 - il secondo bivio, si va a destra seguendo un fondo terroso e pietroso

008 

009 - lo scheletro in cemento da prendere come riferimento in alto a destra del secondo bivio

 009
010 - casa bianca (che si ha in basso a destra) da prendere come riferimento vicino l’incrocio

con la grossa strada sterrata che sale dalla località Lo Stallone e che porta fino all’imbocco

della Valle Marchetta

010 

011 - al bivio andare a sinistra trascurando un sentiero con vecchi segni del CAI che taglia

alcune curve

011

012 - la comoda e veloce (a piedi) grossa strada sterrata

012 

013 - la sterrata di servizio allo Stazzo Cerreto 1130 m; questa continua fino a raggiungere

la Valle Marchetta ad una quota molto bassa, 1099 m (da non prendere)

013 

014 - immagine sacra, Crocefisso con cippo

014 

015 - la Fontana San Giovanni, quota 1230 m

015 

016 - particolare della portata d’acqua

016

017 - il vecchio fontanile, asciutto e invaso dalla vegetazione

017 

018 - Valle San Giovanni. Qui, nell’impluvio sulla destra, parte il sentiero segnato dal CAI,

numero 611B, con i nuovi colori rosso-bianco, solo che è poco invitante perché la scritta si

è quasi cancellata.

018 

019 - Colle Rosica dove c’è una grossa Croce

019 

020 - Colle Rosica, una lapide a ricordo di una persona che amava la montagna, quota 1340 m

020 

021 - un quadro appeso ad un albero raffigurante la Madonna delle Pratelle, Alatri

021 

022 - immagine sacra inchiodata ad un albero

022 

023 - dopo superata la Costa degli Asini; immagine sacra, Madonna con Bambino

023
 

024 - fine della sterrata, nel punto in cui raggiunge l’impluvio della Valle Marchetta,

quota 1300 m

024 

025 - a sinistra parte il sentiero segnato numero 612, da trascurare.

025 

026 - dopo aver risalito la parte boscosa della Valle Marchetta a quota 1600 m circa

si esce dal bosco

026 

027 - l’anfiteatro della Valle Marchetta racchiuso dal Monte La Lota (a sinistra) e dal

Monte Ginepro a destra

027 

028 - si continua a seguire l’impluvio e a quota 1690 m, proprio nel fondo, c’è il resto di una

colonnetta di un cippo che un tempo segnava il confine tra il Regno delle Due Sicilie e lo

Stato Pontificio, rotolato dalla cresta tra Monte La Lota e Monte Ginepro

028 

029 - presso la colonnetta in Valle Marchetta, purtroppo le incisioni sono consumate e non

si legge il numero progressivo

029 

030 - dalla colonnetta si continua a seguire l’impluvio ruotando progressivamente

(in senso orario) verso Est e poi Sud guadagnando lo spartiacque vicino al

Monte Ginepro 2004 m

030 

031 - pochi metri per la vetta del Monte Ginepro 2004 m

031 

032 - dal Monte Ginepro uno sguardo su tutto il gruppo dei Monti Ernici, in fondo il Pizzo Deta

032 

033 - sulla vetta del Monte Ginepro 2004 m

033 

034 - ancora uno sguardo sui Monti Ernici

034 

035 - la Croce del Monte La Lota 1930 m (raggiunta al ritorno prima di scendere in

Val Marchetta)

035 

036 - il paese di Rendinara protetto dalla Croce della Lota

036 

 

 

 

 

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Ultima modifica: 30 Aprile 2018

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