Le Mie Passeggiate

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Appennino oltre i 2000 metri

Monte Marsicano, Monte Ninna, Monte Forcone

 

Monte Marsicano, Monte Ninna e Monte Forcone

 Racconto della mia duecentesima e duecentunesima Vetta dei Monti dell’Appennino

Introduzione:

Dalla Fonte Canala 1239 m (Pescasseroli) per la Valle di Corte

Fare riferimento alla cartina "MONTI MARSICANI, scala 1:25000, EDIZIONI IL LUPO"

Descrizione:

Stamattina sveglia alla solita ora (05.20), ho tutto pronto dalla sera prima, sono molto concentrato, so che posso raggiungere la mia duecentesima e duecentunesima vetta dei Monti dell’Appennino.

Parto alle ore 06.00; punto d’arrivo l’inizio dei sentieri A del Parco Nazionale Abruzzo, Lazio e Molise (P.N.A.L.M.), Fonte Canala 1239 m, Pescasseroli.

Alle ore 08.00 imbocco la sterrata che conduce alla base di partenza, di solito è in cattivissimo stato e si è costretti a lasciare l’auto molto prima; mi accorgo, invece, che il fondo è buono e, senza problemi, arrivo nel piccolo spiazzo di fronte all’inizio del sentiero (ho risparmiato circa 45 minuti, a piedi, da Pescasseroli).

Inizio a prepararmi e nel frattempo transitano alcune jeep e camion e allora capisco perché la strada è stata resa agibile alle auto almeno fino al punto dove sono arrivato….sicuramente ci sono dei lavori in corso più a monte. Mi viene la tentazione di chiedere un passaggio per risparmiare un altro po’ di fatica, ma non lo faccio.

La mia meta sono due montagne satelliti del Marsicano, Monte Ninna e Monte Forcone (rispettivamente di 2220 e di 2228 m di altezza), per raggiungerle ho deciso di passare per la Val di Corte….so che l’escursione è molto lunga, ma da qualsiasi punto la prendi la salita a queste vette è sempre durissima.

Le previsioni meteorologiche sono ottime, non a caso ho programmato l’escursione per oggi, è da un mese che sto rinviando a causa del meteo sempre sfavorevole, minacce di temporali nel pomeriggio e non voglio incontrarmi su una cresta con uno di questi fenomeni, oltretutto ultimamente sono sempre violentissimi (forse per l’innalzamento della temperatura atmosferica?).

Parto in netta salita lungo la sterrata contrassegnata dal sentiero A1, dopo 20 minuti incontro parcheggiati tutti i mezzi che erano passati prima (meno male, penso, che non ho chiesto il passaggio, sarebbe servito a poco), sono tagliaboschi di una cooperativa locale.

Percorsi circa 3 Km, dopo 45 minuti, a quota 1485 m, lascio il sentiero A1 per prendere A6 che ruota a ferro di cavallo e entra nella Valle di Corte. Silenzio assoluto, mi sento bene fisicamente, controllo mentalmente ogni parte del mio corpo….tutto risponde perfettamente, nessun dolore, nessun appannamento nei movimenti….sono un bulldozer,  salgo senza perdere colpi, sento potenza nei muscoli delle gambe, tutto risponde a comando.

La salita non è ripida ma il vallone è molto lungo, il sentiero alterna tratti con fondo buono a tratti insidiosi (foglie secche che nascondono delle trappole micidiali, sassi instabili e radici sollevate da terra). Dopo circa 6 Km dalla partenza arrivo a quota 1712 m, crocevia col sentiero A7 che sale allo Stazzo di Val di Corte, osservando la cartina noto che lungo quel sentiero, non molto distante da dove mi trovo, c’è una fonte: Fonte dello Schiappito…..sono curioso (la curiosità è una delle cose fondamentali che mi spinge ad andare in montagna)…devo assolutamente andare a vedere questa fonte….ancora un check-up mentale sul mio corpo…tutto è OK,… si va.

Abbandono momentaneamente il sentiero programmato e inizio a salire sul A7, un tratto molto ripido, il fiato si fa sentire, penso che forse potevo evitare questa ulteriore fatica, subito dopo penso pure che se avessi rinunciato mi sarebbe sempre rimasto dentro il desiderio di andare a vedere quella fonte, magari rimarrò deluso, forse è una piccola risorgiva con pozzanghera…non lo so…fra poco vedremo.

Mentre faccio queste considerazioni il sentiero si fa pianeggiante, supera alcuni fossi secondari e inizia a scendere leggermente in un vallone più ampio dove si nota un piccolo bottino che alimenta con un filetto d’acqua il fontanile nascosto dall’erba alta. Bene… c’è acqua, in caso di emergenza è un ottimo posto per accamparsi, comunque di acqua per questa particolare escursione ne ho portata 3,5 litri sparsa nello zaino in bottigliette di plastica per acqua minerale da mezzo litro ciascuna (la mia esperienza dice che comprare delle borracce da escursionismo di marca serve solo a spendere parecchi soldi per un qualcosa che poi occupa più spazio nello zaino ma, in pratica, inutile.

La mia plastica ha mantenuto l’acqua bevibile anche durante escursioni di cresta sempre assolate con vento bollente per 10 ore tra andata e ritorno).

Scatto delle foto e il mio sguardo si imbatte in un grosso cippo di confine, alto circa 1 m con i lati squadrati di circa 25 – 30 cm, da un lato c’è scolpita una grossa P (Pescasseroli) e dall’altro una S (Scanno), sotto, un triangolo con al vertice superiore una piccola croce e, ancora più sotto, la data del 1898.

Apro la cartina e noto che proprio presso la Fonte passa una linea di confine proveniente dall’Anticima Nord del Monte Marsicano dove, in una precedente escursione, ho trovato un cippo simile a questo, più piccolo, con un’evidente P da un lato mentre dall’altro non avevo visto niente…sarebbe da continuare la ricerca ma adesso non ho tempo.

Ritornato sul sentiero A6 (la deviazione tra andata e ritorno è durata circa 30 minuti) riprendo la salita, la valle si è ristretta notevolmente e il sentiero si mantiene quasi sempre nel fondo molto pietroso, saltando da sasso in sasso e superando qualche grosso albero caduto che ostacola il percorso si giunge in vista dell’anfiteatro della Valle di Corte dove spicca la parete dell’Anticima Nord del Marsicano 2217 m o Cima di Colle Angelo (km percorsi 7,6 – tempo totale 2,40 ore, compreso visita Fonte).

Il sentiero ora si inerpica ripidamente sul costone Nord-Ovest che separa il Marsicano dalla Serra Cappella e dopo ripide serpentine sul pietraio si esce in cresta nella località Cimale Angelo 2000 m che in realtà è una sella. Eccezionale panorama su tutti i monti della zona di Pescasseroli fino ai Simbruini-Ernici e sui monti di Scanno dalla Serra della Terratta alla Serra Rocca Chiarano. Aggiro l’Anticima Nord e arrivo direttamente in vetta al Marsicano quota 2245 m (Km percorsi 9,81 – tempo totale 3,50 ore – dislivello superato 944 m).

Chi sa perché la vetta principale indicata su IGM non è in realtà la punta più alta che si trova a circa 1 Km di distanza direzione Est. Sono ancora concentratissimo perché so che la meta di oggi non è stata ancora raggiunta, è la terza volta che tocco la cima del Monte Marsicano e pensare che la consideravo quasi irraggiungibile per la lunghezza del percorso.

Scendo nella depressione ad Est e risalgo a toccare la quota rocciosa di 2252 m, da qui devo continuare per il Monte Ninna. Mi affaccio dall’altra parte e subito mi rendo conto che raggiungere la vetta non sarà una cosa banale, bisogna scendere per circa 70 metri di quota lungo una cresta molto rocciosa dove affiorano dei piccoli torrioni, una volta raggiunta la sella la salita sul Ninna diventa facilissima.

Percorro il primo tratto di cresta, non ci sono sentieri segnati o tracce evidenti, il primo torrione lo aggiro scendendo ripidamente a destra e risalendo il costone al di là dell’enorme masso. Poi procedo sempre al di là o al di qua della cresta, alcune volte giungo in punti impossibili da superare e sono costretto a tornare indietro e a cercarmi un’altra via, infine raggiungo la sella e la fine delle difficoltà.

Dalla sella si nota in fondo a destra l’azzurro del Lago di Barrea, un’ultima, facile, salita porta sulla vetta del Monte Ninna 2220 m, …..la duecentesima vetta raggiunta, il luogo è quasi intatto, ci si rende subito conto che è un posto poco frequentato, non vi sono tracce di sentieri e il tappeto d’erba con i fiori è basso ma compatto (dal Marsicano fin qui ho impiegato 50 minuti percorrendo 1,7 Km).

Il tempo di fare alcune foto e via…zaino in spalla e si riparte, per la salita non utilizzo la stessa via di discesa ma sfrutto una cengia erbosa a Nord rispetto la cresta, ripida ma non esposta che mi porta, aiutandomi con le mani, direttamente sulla quota di 2252 m dove ci sono due escursionisti che sono saliti da Opi, hanno toccato il Forcone ma poi hanno rinunciato al Ninna.

Li seguivo con gli occhi già da un pezzo, addirittura ancora prima che raggiungessero la vetta principale, con loro scambio due chiacchiere e poi proseguo, dopo aver toccato la quota di 2253 m, per la facile cresta del Forcone…….e sono 201 vette raggiunte. Dal Ninna ho impiegato 50 minuti percorrendo 1,4 Km (fin qui, Km totali dalla partenza 12,9 - tempo impiegato 5,30 ore - ascesa totale 1163 m).

E’ ora di ripartire, soddisfatto e appagato dell’impresa indosso lo zaino e….via…, mi attende una lunga discesa, passo sotto l’Anticima Nord del Marsicano, la voglia di raggiungerla c’è (sarebbe la seconda volta), ma già inizio a sentire che le articolazioni delle gambe non rispondono più come all’andata, i movimenti incominciano a essere lenti, i riflessi appannati. Con attenzione scendo dalla cresta nell’anfiteatro della Val di Corte (il panorama non è più quello della mattina, ci sono nuvole e foschia, l’ambiente non si presta più per fare foto digitali).

Imbocco il fondo del vallone zigzagando tra grossi sassi, trasportati dal torrente dopo forti piogge, qualcuno di questi è instabile e appoggiandoci il piede rischio seriamente di prendere qualche storta alla caviglia o distorsione al ginocchio, ripeto a me stesso che devo rimanere concentrato, ma la voce si fa sempre più flebile.

Non vedo l’ora di arrivare all’auto e poi a Pescasseroli dove posso festeggiare la duecentunesima vetta con un buon caffè e un gelato, intanto ho superato il bivio col sentiero A7 (quello della fonte e del Cippo) e continuo a scendere spedito ma deconcentrandomi sempre di più, sento anche un leggero mal di testa, sicuramente è la fatica accumulata, ormai mi manca poco per uscire dal fondo del fosso e prendere una sterrata decisamente più comoda.

Mentre facevo tutte queste considerazioni camminando su sentiero coperto da foglie secche, il mio piede destro (spostato dalla sua traiettoria non so da che cosa) inciampa con quello sinistro, è un attimo, mi trovo in volo, la pesantezza dello zaino e la stanchezza mi spingono violentemente per terra, mi rendo conto che non faccio nemmeno in tempo a mettere le braccia avanti (col senno di poi forse è stata una fortuna altrimenti mi sarei spezzato un polso), sto per sbattere la faccia e la fronte, non so dove però, perché davanti a me vedo solo foglie secche, alzo il più possibile la testa facendo uno sforzo notevole sul collo, tocco le foglie secche con la fronte e poi …….e poi un botto….un botto tremendo …….quasi svengo….il mal di testa che mi portavo da qualche ora quintuplica di colpo, in faccia sento tanto caldo e vedo scendere goccioloni di sangue dappertutto….la paura mi assale…no, non devo farmi vincere dalla paura…mi devo calmare…sto ancora per terra, mi prende un crampo sulla coscia sinistra, distendo la gamba e subito mi passa…sento bruciare il sopracciglio dell’occhio sinistro e tutto intorno all’occhio stesso, il sangue continua a scendere copioso…forse mi sono spaccato il sopracciglio…prendo i fazzoletti e cerco di tamponare le ferite….ma dove si trovano i tagli?, non riesco a trovarli e intanto il sangue mi cola addosso…lo specchietto…devo prendere lo specchietto, apro lo zaino e lo trovo…ora viene il bello…mi devo specchiare è ho terrore di vedere cosa c’è dall’altra parte….mi faccio coraggio e vedo…subito ho un sospiro di sollievo, le ferite sono poco profonde, ce ne è una al centro della fronte con un bernocolo, una sul naso (ma il naso, anche se gonfio, non è rotto) e ho gonfio tutta l’orbita dell’occhio sinistro, mi brucia ma non esce sangue.

Ho con me ancora un litro di acqua, ne utilizzo una buona parte per ripulire le ferite che nel frattempo sanguinano meno, ogni tanto le asciugo con dei fazzoletti e senza perdere altro tempo riparto, il bulldozer di stamattina dov’è andato a finire? devo ancora percorrere più di 4 Km per arrivare all’auto….. (Km totali percorsi 22,7 – tempo impiegato, compreso incidente, 10 ore – ascesa totale 1288 m).

A Pescasseroli cerco una farmacia per comprare qualcosa per medicarmi, un po’ mi vergogno di andare in giro così acconciato, sembra che ho finito appena di fare a cazzotti.

Il farmacista mi da una polvere cicatrizzante e mi consiglia di mettermi dei cerotti, io utilizzo solo la polvere altrimenti le ferite non si seccherebbero mai.

Prima di ripartire per casa avverto mia moglie col telefonino del mio nuovo look e lei, in risposta, mi dice che mi appende le scarpe al chiodo….forse….. non ha tutti i torti.

001 - sul sentiero A1 che da Pescasseroli risale la Canala, cooperativa di tagliaboschi.

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002 - incontro dei sentieri A1 e A6, in alto il costone Sud di Monte Palombo

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003 - punto di incontro, nella Valle di Corte, del sentiero A6 con A7

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004 - il sentiero A7 porta alla Fonte dello Schiappito, sono curioso, vado a vedere la Fonte

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005 - Fonte dello Schiappito 1750 m, sentiero A7 per lo Stazzo di Val di Corte

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006 - cippo presso la Fonte dello Schiappito, la P sta per Pescasseroli

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007 - la S sta per Scanno, la data del 1898 è l'anno di apposizione.

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008 - ritornato nella Valle di Corte supero alcuni alberi caduti che ostacolano il percorso

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009 - anfiteatro della Valle di Corte con l'Anticima Nord di Monte Marsicano 2217 m

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010 - la salita  per il Cimale Angelo (che è in realtà una Sella) è molto dura…..

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011 - ….ripida e brecciosa ma segnata molto bene e molto evidente.

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012 - dalla Sella Cimale Angelo vista della Valle di Corte e Serra del Campitello

012

013 - da Monte Marsicano vista delle quote di 2253 m e di 2252 m. A destra il Monte Forcone 2226 m

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014 - la quota di 2252 m a sinistra e di 2253 m a destra del Monte Marsicano

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015 - il Monte Ninna a sinistra, per raggiungerlo bisogna aggirare alcuni torrioni

015_

016 - i torrioni da aggirare per raggiungere il Monte Ninna

016

017 - dalla quota di 2252 m al Monte Ninna vi sono da superare delle

piccole difficoltà....

017

018 - ....sentiero assente, bisogna aggirare alcuni torrioni scendendo ripidamente e....

018

019 - ....risalendo altrettanto ripidamente, cercando la via migliore, tornando in dietro dove....

019_

020 - ....la discesa è verticale e cercando un passaggio non esposto.

020

021 - sulla Sella tra il Monte Ninna e la quota 2252 m del Marsicano vista del Lago di Barrea

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022 - dal Monte Ninna vista del Monte della Corte e della Serra della Terratta

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023 - dal Monte Ninna, vista del Marsicano e dell'Anticima Nord di Monte Marsicano

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024 - Giuseppe sulla vetta del Monte Ninna 2220 m

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025 - verso il Monte Forcone, decisamente più facile del Ninna

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026 - dal Forcone il Marsicano a sinistra 2245 m e le quote di 2253 m e di 2252 m

026_

027 - Giuseppe sul Monte Forcone 2227 m

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028 - il Ferroio di Scanno visto dal Monte Forcone 2227 m

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Ultima modifica: 30 Aprile 2018

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