Le Mie Passeggiate

il sito di Giuseppe Albrizio

Appennino oltre i 2000 metri

Corno Piccolo - Ferrata Ventricini, Ferrata Danesi e la Via Normale da Sud

Corno Piccolo (Gran Sasso d’Italia)

salita per la Ferrata Ventricini - Ferrata Danesi

discesa per la Via Normale da Sud

Giro ad anello

Introduzione:

Stupendo itinerario, in un ambiente severo ed aspro, escursione alpinistica, non adatta a chi soffre di vertigini. Bisogna essere in grado di saper mettere le mani e i piedi sulla roccia, essere determinati, concentrati, convinti dell’impresa che si sta realizzando e farsi accompagnare da un amico più esperto.

Le ferrate sono agibili, si trovano in perfetto stato e sono state rifatte da pochi anni.

Fare riferimento alla cartina "Gran Sasso, 1:25.000, escursionismo e scialpinismo, Edizioni IL Lupo"

Escursione effettuata a Luglio 2019

Tempo complessivo dell’anello: 7 ore - ascesa 1000 m - Km 8,5 - Traccia GPX

Tempo di salita: 5 ore - ascesa circa 850 m - Km 4  

Tempo di ritorno per la Via Normale da Sud-Sella dei Due Corni-Valle delle Cornacchie: 2 ore - ascesa 150 m - Km 4,5

IL percorso è alpinistico e lo strumento GPS non sempre si collega in maniera ottimale con i satelliti, non affidarsi più di tanto alla Traccia GPX

la foto che hanno in basso a destra la data sono di Giampiero Pitorri

altre escursioni:

Corno Piccolo: Via Normale da Sud da Prati di Tivo

Accesso in auto:

La base di partenza dell'escursione, Prati di Tivo, si raggiunge per chi proviene da Roma percorrendo la Strada dei Parchi (autostrada A24 Roma-L'Aquila).

Usciti al casello L'Aquila Ovest si prende la Strada Statale 80 del Gran Sasso direzione Teramo, passato il Passo delle Capannelle (quota 1300 m) si scende lungamente dall'altra parte fino al bivio per Pietracamela-Prati di Tivo.

Chi non se la sente di percorrere, per tutta la sua lunghezza, la strada di montagna S.S. 80 anziché uscire a L'Aquila Ovest può continuare a percorrere l'autostrada, oltrepassare il lungo traforo del Gran Sasso (10 Km), e uscire al casello Colledara-San Gabriele-Prati di Tivo, da qui si prosegue per Montorio al Vomano e si imbocca la S.S. 80 a ritroso fino al bivio per Pietracamela-Prati di Tivo (i tempi di percorrenza non cambiano).

Descrizione:

Dai Prati di Tivo si prende l’ovovia che in 10 minuti ci porta da quota 1449 m a quota 2007 m località “la Madonnina”.

Se l’impianto di risalita è chiuso conviene, dal piazzale dei Prati di Tivo, guardando la montagna in oggetto, proseguire in auto a sinistra (Est) su strada asfaltata, fino alla località Piana del Laghetto, quota 1650 m (sella tra la Cima Alta 1715 m e l’Arapietra 1896 m) e da qui raggiungere, a piedi per ampia dorsale, la Madonnina, passando per il caratteristico Albergo diruto (45 minuti).

Si continua a salire su un sentiero molto evidente, si lascia a destra l’edicola sacra “la Madonnina” e si giunge ad una biforcazione, quota 2070 m; si prende a destra e si iniziano ad attraversare, quasi in piano, tutti i canali che scendono dalla lunga, rocciosa e ripida parete Nord del Corno Piccolo.

Si giunge cosi sotto le Spalle della cresta Ovest, si scavalca un dosso roccioso e si attraversa un anfiteatro roccioso e ghiaioso fino a risalire su un secondo crinale, ci troviamo sulla cresta della Terza Spalla alla Forcella del Tesoro Nascosto, qui bisogna indossare l’attrezzatura da ferrata; c'è una targa di bronzo che indica il sentiero Ventricini.

Si scende ripidamente dall’altra parte aiutati da un cavo d’acciaio, si attraversa un anfiteatro pietroso e roccioso, Canale del Tesoro Nascosto, (bello lo sguardo sulla Valle Maone, la Grotta dell’Oro e il Pizzo D’Intermesoli) e si entra in una fessura che si risale con scalini di ferro, corde fisse e due scalette di metallo.

Superata la fessura ci si immette in un canale roccioso sotto la cresta Ovest della Seconda Spalla che conduce alla Forcella del Belvedere (Coste del Calderone su IGM), 2200 m. Si scende iniziando a traversare tutta la cresta Sud-Ovest del Corno Piccolo: si risale su un altro forcellino, in basso a destra c’è una guglia in parte franata da poco tempo, ancora in discesa, aiutati da corde fisse, si supera un canalino molto inclinato ricoperto da un nevaio che si aggira sulla destra e si risale su un secondo forcellino.

Si continua a saliscendi tra canalini rocciosi, canali detritici, cenge e forcellini, aiutati in alcuni tratti da corde d’acciaio, fino a giungere in un punto dove bisogna superare un dosso roccioso tramite corde, gradini di ferro e due scalette. Superata la prominenza si passa sotto un masso incastrato e dopo ancora leggeri traversi si entra nel Vallone dei Ginepri; a quota 2430 m si giunge alla biforcazione con la Via Normale del Corno Piccolo, ci sono indicazioni.

Si prosegue costeggiando le rocce e dopo pochi minuti si è ad una seconda biforcazione con la Ferrata Danesi (Via della Piccola Parete), quota 2480 m (tempo dall’Arapietra: 3,15 ore - ascesa 600 m - Km 3,2).

Si risale una piccola rampa brecciosa, all’inizio del pietraio ci sono alcune targhe di bronzo, due indicano il sentiero che abbiamo appena percorso (Sentiero Pier Paolo Ventricini, con un piccolo accenno di storia) e l’altra indica il sentiero che ci prepariamo a seguire (Ferrata Danesi con due righe di storia).

Si scende dall’altra parte e di fronte abbiamo un ripido sentiero dal fondo breccioso e sdrucciolevole che bisogna affrontare. Più in alto si sale a mezza costa passando vicino ad enormi massi, sfruttando dei piccoli canalini coricati. Dove la via si fa più esposta c’è l’aiuto dei cavi d’acciaio fissi. In alto sotto ad un enorme monolito si nota lo scaglione chiamato “Cengia del Pendolo”, che fa parte della via alpinistica Chiaraviglio-Berthelet, completamente esposto sui brecciai dove passa la via che stiamo percorrendo.

Giunti alla base della parete del versante Sud-Ovest la si risale tutta con l’aiuto di scalini a pioli, corde d’acciaio e due lunghe scale; a metà della seconda scala si nota a destra, ci sono dei segni di vernice, l’inizio della via o la fine (a secondo da dove si prende) della via Chiaraviglio-Berthelet.

Finita la seconda scala si continua a salire la verticale parete tramite corde d’acciaio, a destra possiamo ammirare “il buco”, fino a pochi anni fa ci si passava dentro, era un punto abbastanza delicato della vecchia via ferrata, si usciva dall’altra parte con molta difficoltà.

Ancora pioli di ferro infissi nella roccia e cavo d’acciaio che ci consentono di girovagare ed avanzare lungo la cresta tra grossi torrioni appoggiati ed incastrati, si evita un ripido tratto esposto sul Vallone delle Cornacchie ed un forcellino (la vecchia ferrata passava qui, ci sono rimasti i segni circolari bianco-rosso, era un altro tratto molto delicato anche perchè non protetto da cavi).

La via si fa meno esposta, si prosegue a serpentina sulla cresta e si inizia a vedere la Croce della cima. Si attraversa una spaccatura con una corda fissa e sempre protetti si salgono alcuni metri del monolite di vetta. L’ultimo tratto non è protetto ma il monolite è abbastanza coricato, si risale senza problemi fino a toccare la Croce di vetta, 2655 m (tempo dall’inizio della ferrata Danesi: 1,30 ore - ascesa 220 m - Km 0,8).

Al ritorno si scende dal monolitico in direzione Nord-Ovest costeggiando a sinistra, delle impressionanti e profonde spaccature, la via è segnata sia da bandierine bianco-rosso che da omini di pietra. Si punta all’evidente Prima Spalla; a quota 2570 m circa c’è l’inizio della via normale da Sud (vedi la descrizione: Corno Piccolo - via normale da Sud), subito dopo la roccia precipita nella Valle Maone.

La via normale da Sud presenta tratti esposti a destra, passaggi di I e di II e scende a mezza costa tagliando tutto il versante Sud; passa tra canali di ghiaie e roccette. La via è segnata da bandierine bianco-rosso.

Raggiunto il pietraio della Val Maone lo si risale tutto cercando di rimanere il più possibile a sinistra alla base delle rocce: si passa l’imbocco della Ferrata Danesi, l’attacco del Campanile Livia e della Punta dei Due e si guadagna la Sella dei Due Corni, 2547 m. Dall’altra parte si scende su larga traccia al Rifugio Franchetti, 2433 m, si continua a serpentina su un ampio sentiero esposto a Nord-Est passando tra enormi massi, si supera, grazie ad un cavo d’acciaio, una cengia stretta ed esposta, si attraversa la Valle delle Cornacchie, si passa in mezzo a due massi appoggiati, si costeggia la parete Est del Cono Piccolo, si scavalca il Passo delle Scalette, 2100 m, e si giunge all’Arapietra (tempo di discesa: 2 ore - ascesa 150 m - Km 4,5).

cartina

cartina Ferrata Ventricini-Danesi-Via Normale

001 - La Madonnina (Arapietra)

001 

002 - inizio sentiero Pier Paolo Ventricini

002 

003 - Spalle della cresta Ovest

003 

004 - il Pizzo d’Intermesoli

004 

005 - nei pressi della Forcella del Tesoro Nascosto

005 

006 - la targa di bronzo

006 

007 - …Si scende ripidamente dall’altra parte aiutati da un cavo d’acciaio…

007 

008 - …si attraversa un anfiteatro pietroso e roccioso, Canale del Tesoro

Nascosto, (bello lo sguardo sulla Valle Maone, la Grotta dell’Oro e il Pizzo

D’Intermesoli)…

008 

009 - …si entra in una fessura che si risale con scalini di ferro, corde fisse e

due scalette di metallo…

009 

010 - la seconda scaletta

010 

011 - una cengia tra la prima e la seconda scaletta

011 

012 - la seconda scaletta, particolare

012 

012a - la seconda scaletta, altro particolare mentre è

impegnata da escursionisti

012aa 

013 - canale roccioso che conduce alla Forcella del Belvedere (Coste del

Calderone su IGM), 2200 m…

013 

014 - la Forcella del Belvedere, si notano le corde d’acciaio della vecchia

ferrata, la Valle Maone e la Grotta dell’Oro

014 

015 - …Si scende traversando sotto le Spalle e si risale su un altro forcellino,

in basso a destra c’è una guglia in parte franata da poco tempo…

015 

016 - la guglia franata

016 

017 - …Ancora in discesa, aiutati da corde fisse, si supera un canalino molto

inclinato ricoperto da un nevaio…

017 

018 - un’altra caratteristica guglia

018 

019 - a destra il Pizzo d’Intermesoli, a sinistra il Pizzo Cefalone

019 

020 - uno spigolo roccioso da superare

020 

021 - …fino a giungere in un punto dove bisogna superare un

dosso roccioso tramite corde, gradini di ferro e due scalette…

021 

022 - …Superata la prominenza si passa sotto un masso incastrato…

022 

022a - un momento di sosta

022a 

023 - inizio della ferrata Danesi

023 

024 - ... di fronte abbiamo un ripido sentiero dal fondo breccioso e

sdrucciolevole che bisogna affrontare…

024 

025 - …In alto sotto ad un enorme monolito si nota lo scaglione chiamato

“Cengia del Pendolo”, che fa parte della via alpinistica Chiaraviglio-Berthelet…

025 

026 - …si sale a mezza costa passando vicino ad enormi massi, sfruttando dei

piccoli canalini coricati...

026 

027 - base della parete del versante Sud-Ovest

027 

028 - …parete del versante Sud-Ovest la si risale tutta con l’aiuto di scalini a

pioli, corde d’acciaio e due lunghe scale…

028 

028a - scala d’acciaio e pioli d’acciaio

028a 

028b - particolare della nuova ferrata, la vecchia ferrata risaliva il canalino di

sinistra in foto

028b 

028c - la seconda scala

028c 

029 - …Finita la seconda scala si continua a salire la verticale parete tramite

corde d’acciaio, a destra possiamo ammirare “il buco”…

029 

030 - … Ancora pioli di ferro infissi nella roccia e cavo d’acciaio che ci

consentono di girovagare ed avanzare tra grossi torrioni appoggiati ed

incastrati lungo la cresta…

030 

030a - il “buco” visto dall’alto…fino a pochi anni fa ci si passava dentro, era

un punto abbastanza delicato della vecchia via ferrata, si usciva dall’altra parte

con molta difficoltà…

030a 

031 - …Ancora pioli di ferro infissi nella roccia e cavo d’acciaio…

031 

031a - particolare

031a 

031b - particolare, ormai stiamo in cresta

031b 

031c - enormi massi appoggiati lungo la cresta

031c 

031d - la vecchia ferrata aggirava questo enorme masso a sinistra, si notano

i segni circolari di vernice bianco-rosso

031d 

032 - cresta aerea ma tranquilla grazie al cavo d’acciaio

032 

033 - in vista della Croce di vetta

033 

034 - la Prima Spalla

034 

035 - …L’ultimo tratto non è protetto ma il monolite è abbastanza coricato…

035 

036 - la conca del Ghiacciaio del Calderone

036 

037 - Corno Piccolo 2655 m

037 

037a - foto di gruppo sul Corno Piccolo 2655 m

037a 

038 - discesa dal Corno Piccolo per la via normale

038 

039 - l’impressionante spaccatura

039 

040 - l’inizio della via normale del Corno Piccolo dalla Prima Spalla

040 

041 - la via normale ed una cengia esposta a destra

041 

042 - ancora uno sguardo sul Corno Piccolo

042 

043 - masso incastrato

043 

044 - un punto delicato, passaggi di II

044 

045 - verso la Sella dei Due Corni

045 

046 - il Campanile Livia

046 

047 - le Fiamme di Pietra

047 

048 - il Rifugio Franchetti

048 

049 - una cengia stretta ed esposta nella Valle delle Cornacchie

049

 

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Ultima modifica: 30 Aprile 2018

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