Appennino oltre i 2000 metri

Corno Grande Vetta Orientale: dall'Albergo di Campo Imperatore per la ferrata Brizio

Corno Grande Vetta Orientale

(Gran Sasso d’Italia)

dall’Albergo di Campo Imperatore per la ferrata Brizio e

la ferrata della via normale dalla morena del Ghiacciaio del Calderone

ritorno per il Passo del Cannone

 

Introduzione:

L’itinerario è un percorso alpinistico, farsi accompagnare da persone esperte. Traccia GPX

La ferrata Guido Brizio è stata rifatta nuova ad Agosto 2017 con delle piccole varianti rispetto alla vecchia via.

La ferrata che dalla morena del Ghiacciaio del Calderone raggiunge la quota di 2775 m della cresta Nord (a monte del pianoro sommitale dell’Anticima della Vetta Orientale), realizzata da poco tempo, è un nuovo itinerario parallelo alla via normale ma non ha nulla a che fare con questa.

La via normale esce sulla cresta Nord della Vetta Orientale a quota 2810 m circa, nel punto esatto dove c’è l’affaccio sul grande vuoto del Paretone; quindi le due vie si trovano distanti l’una dall’altra di circa 100 metri e 35 metri di dislivello. Chi non conosce l’imbocco dall’alto perché è salito sulla vetta da un altro itinerario e ha intenzione di percorrerla in discesa deve fare attenzione per trovarla (c’è comunque un omino di pietre e un segno rettangolare bianco-rosso).

Escursione fatta a Settembre 2017 insieme a Roberta Capannolo e a Stefano Frasca due “grandi” del Club 2000m.

Tempo di salita 4,30 ore - ascesa 900 m - Km 7

Tempo di discesa (passando per il Passo del Cannone) 2,30 ore - ascesa 100 m - Km 6

Tempo complessivo senza soste 7 ore - ascesa 1000 m - Km 13

Fare riferimento alle cartine:

Gran Sasso 1:25000, Fronte Retro, Escursionismo e scialpinismo, Edizioni il Lupo

“CLUB ALPINO ITALIANO, Sezione dell’Aquila, PARCO NAZIONALE GRAN SASSO-LAGA, GRAN SASSO D’ITALIA, Carta dei sentieri, scala 1:25000, S.E.L.C.A. Firenze”.

altre escursioni:

Corno Grande Vetta Orientale da Prati di Tivo per la ferrata Enrico Ricci

Accesso in auto:

Da Assergi si prende la Strada Statale della Funivia del Gran Sasso d’Italia (n 17 bis), superata la stazione inferiore della funivia si prosegue per Campo Imperatore. Più avanti, ad un bivio, si va a sinistra per l’Albergo di Campo Imperatore (stazione superiore della funivia) dove si parcheggia nell’ampio piazzale, quota 2130 m.

Descrizione:

Si inizia a salire in direzione del Rifugio Duca degli Abruzzi (che si trova vicino alla cima di Monte Portella, visibilissimo dal parcheggio), si passa accanto al Giardino Botanico Alpino di Campo Imperatore “Vincenzo Rivera” e all’Osservatorio Astronomico e si giunge al bivio di quota 2210 m.

Si segue la via di destra a mezza costa che taglia il ripido pendio Nord-Est del Monte Portella, con alcune ripide svolte a serpentina si guadagna la Sella di Monte Aquila 2335 m (0,45 ore). Pochi metri più avanti si trascura il sentiero di destra diretto al Monte Aquila e alla Direttissima del Corno Grande e si scende a sinistra tenendosi sul bordo superiore della conca di Campo Pericoli.

Ai due bivi successivi si ignorano le vie di sinistra che scendono verso il Rifugio Garibaldi (non visibile dall’alto) e si giunge alla base del costone Occidentale del Corno Grande 2350 m (0,25 ore). Si sale a svolte sul ripido pietraio e si raggiunge la Sella del Brecciaro 2506 m dove c’è il bivio, a sinistra, per la Ferrata Guido Brizio (fin qui dalla partenza 1,20 ore - ascesa 350 m - Km 3,7).

Si percorre tutta la ferrata con la massima sicurezza indossando il kit da ferrata: alcuni tratti sono aerei, altri molto esposti a sinistra e alcuni tratti (scalette d’acciaio) strapiombanti; infine si attraversa la Valle dei Ginepri e si giunge di fronte alle pareti del Corno Piccolo, precisamente all’attacco della ferrata Danesi che si trascura.

Si risale a destra tutta la parte finale della Valle, sassosa e pietrosa, giungendo sulla Sella dei Due Corni 2547 m (dalla Sella del Brecciaio 1,45 ore - ascesa 200 m - Km 2).

Dalla Sella dei Due Corni si percorre a zigzag un enorme sfasciume di sassi del costone Nord-Ovest del Corno Grande, si lascia a desta la traccia che porta al Passo del Cannone e si continua in direzione Est lungo quella che porta sull’evidente morena del Ghiacciaio.

Dobbiamo superare tutta la morena e portarci sotto gli sfasciumi del versante Ovest della Vetta Occidentale puntando ad un evidente canalino che si raggiunge senza difficoltà. Da qui inizia la nuova ferratina segnata da bollini rettangolari di vernice bianco-rosso; parte anche la via normale che è segnata da bollini circolari di vernice bianco-rosso ma che si sposta subito verso destra senza mai incontrare la nuova via.

Ci si mantiene a sinistra del canalino risalendo la parete rocciosa, poi si supera un tratto coricato composto da pietraio e si riprende a seguire la ferratina che risale ancora un piccolo solco fino a raggiungere la cresta Nord della Vetta Orientale, la via è una “direttissima”.

Si va a destra (Sud-Est), si supera una strettoia di crinale esposto (a sinistra precipita sul Paretone e a destra giunge la via normale segnata, come detto sopra, da bollini circolari) e si continua a salire superando dei piccoli gradini di roccia non esposti fino sulla vetta 2903 m (dalla Sella dei Due Corni 1,30 ore - ascesa 350 m - Km 1,3).

Per la stessa via di salita si ritorna sulla morena del Ghiacciaio; al bivio di quota 1680 m circa, si va a sinistra in diagonale direzione Passo del Cannone. Si risale una paretina attrezzata con una corda d’acciaio fissa e si aggira il versante Ovest del Corno Grande, quota 2700 m (in alto si nota un grosso buco circolare nella roccia, sembra il buco di un cannone e per questo prende il nome di Passo del Cannone).

Ancora in salita fino ad intercettare, a quota 2745 m, la via normale proveniente da Campo Imperatore e che porta sulla Vetta Occidentale del Corno Grande. Si prende in discesa e si arriva rapidamente sulla Conca degli Invalidi e sulla Sella del Brecciaio dove si chiude il giro ad anello (dalla Vetta Orientale 1,30 ore - ascesa 50 m - Km 2,3).

Con la stessa via dell’andata si ritorna all’auto (1 ora - ascesa 50 m - Km 3,7).

cartina 1-2

001 cartina 1-2 Ferrata Brizio e Vetta Orientale

cartina 2-2

001 cartina 2a-2 Ferrata Brizio e Vetta Orientale

001 - partenza dall’Albergo di Campo Imperatore

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002 - lavori di manutenzione del sentiero che sale alla Sella di Monte Aquila

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003 - in alto la Sella del Brecciaio

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004 - incontro del tutto casuale con Remo Zavarella (il quarto da sinistra)

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005 - l’imbocco della Ferrata Guido Brizio

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006 - in primo piano il Pizzo d’Intermesoli

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007 - l’inizio della parte attrezzata

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008 - la discesa di uno sperone roccioso, di fronte il Corno Piccolo. Al lato una scaletta

d’acciaio della nuova ferrata, è avanzata

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009 - superamento del primo sperone, il gruppo di Remo Zavarella in discesa

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010 - Stefano Frasca e Roberta Capannolo alle prese con una cengia molto esposta

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011 - un’altra cengia molto esposta

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012 - la paretina a strapiombo

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013 - Stefano si prepara a prendere le scalette

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013a - la parete vista dal basso (foto R. Capannolo)

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014 - particolare della discesa

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015 - particolare della scala in acciaio

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016 - in realtà ci sono due scale e tra le due un traverso molto esposto

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017 - le vecchie scale

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018 - stupenda visuale verso la Laga

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019 - il Pizzo d’Intermesoli

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020 - discesa di una ennesima paretina

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021 - roccia compatta ma percorso sempre esposto

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022 - superamento dell’ultimo tratto; di fronte la Valle dei Ginepri e il Corno Piccolo

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023 - un tratto della roccia frastagliata

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024 - stupendo passaggio

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025 - la Valle dei Ginepri e lo sfasciume prima della Sella dei Due Corni

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026 - il Campanile Livia

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027 - il Campanile Livia e la Punta Dei Due

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028 - il Rifugio Franchetti e il Mare Adriatico

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029 - il Pizzo d’Intermesoli, il Monte Corvo e il Lago di Campotosto

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030 - la morena del Ghiacciaio del Calderone e la Vetta Orientale

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031 - la Vetta Orientale, la Vetta Centrale e il Torrione Cambi

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032 - il Corno Piccolo, in fondo il gruppo dei Sibillini e il mare

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033 - l’evidente canalino

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034 - l’inizio della ferratina, a sinistra (senso di marcia) dell’evidente canalino

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035 - la ferratina

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036 - la conca del Ghiacciaio del Calderone

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037 - è rimasto solo il ghiaccio protetto dallo strato di breccia

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038 - la fine della prima parte della ferratina; si continua sugli sfasciumi

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039 - il Corno Piccolo, la Laga, i Sibillini e il Lago di Campotosto

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040 - l’inizio della seconda parte della ferratina

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041 - l’ultimo solco da superare prima di uscire sulla cresta

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042 - l’affaccio sul teramano; a sinistra l’Anticima Nord della Vetta Orientale

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043 - stupendo spettacolo: Corno Piccolo, Pizzo d’Intermesoli, Monte Corvo, gruppo della

Laga, gruppo dei Sibillini, il Lago di Campotosto

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044 - l’ultimo tratto prima della vetta

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045 - l’affaccio sul Paretone

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046 - uno sguardo sulla “Via del Centenario”

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047 - il teramano e il Mare Adriatico

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048 - le Tre Vette: l'omino di pietra in primo piano segna la Vetta Orientale, poi c'è la Vetta

Centrale e la Vetta Occidentale

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049 - Stefano Frasca e Roberta Capannolo…tutti in giallo

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050 - piccola targa sulla vetta

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051 - Stefano, Roberta, Giuseppe sulla vetta Orientale 2903 m

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052 - il gruppo di Zavarella davanti a quello che è rimasto del Ghiacciaio del Calderone

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053 - la Croce sulla morena del Ghiacciaio del Calderone

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054 - la paretina attrezzata per raggiungere, dal Ghiacciaio del Calderone, il Passo del Cannone

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055 - verso la Conca degli Invalidi dopo aver superato il Passo del Cannone

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056 - la Sella dei Due Corni e il Corno Piccolo

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057 - una targa al ricordo di due Alpini del Nono Reggimento caduti durante un’escursione

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