tempo complessivo dell’escursione: 8 ore
ascesa: 900 m
sviluppo: 20 Km. Traccia GPX
Nota
La traccia qui pubblica comprende il percorso auto che dal Rifugio Giuliano Marini porta alla base di partenza dell'escursione (tra a/r 8 chilometri). L’escursione si sviluppa lungo una sterrata che poi diviene mulattiera, la via è segnata in parte ma per poter toccare le cime sopra riportate bisogna uscire dai sentieri e fare delle deviazioni che non sono banali. Meglio avere con se uno strumento di navigazione (un Garmin o qualcosa di simile che bisogna sapere utilizzare alla perfezione) dove inserire la traccia qui sopra riportata, la via non è “obbligata” ci si può spostare dalla linea che si ha come riferimento (valutare sul posto), ma poi bisogna sempre ritornare sulla traccia caricata nello strumento. In tutti gli incroci che si incontrano ci sono indicazioni escursionistiche ma lungo il sentiero non ci sono segnali. Si attraverseranno boschi vetusti composti da Aceri campestri, Agrifoglio, qualche raro Abete delle Madonie e Faggete. Le radure sono erbose ma alcune anche molto rocciose dove si camminerà saltellando da masso a masso. Concreta possibilità di fare incontri con daini, i maschi hanno dei bellissimi palchi, sono animali schivi e fuggono appena si accorgono della presenza umana. Nel sottobosco e nelle radure i manti erbosi e rocciosi sono coperti (settembre) da ciclamini. Ottimi i rifugi come quello di Valle Giumenta (1540 m) sempre aperto e tenuto pulito e il grande Rifugio con il tetto di frasche (anche questo sempre aperto, ma non visibile dalla sterrata) che si trova accanto al Rifugio Monte Cervi (1575 m, chiuso a chiave)
Percorso Auto
dal Rifugio Giuliano Marini (1572 m) si segue la SP113 direzione Polizzi Generosa. All'incrocio successivo si prende la SP54 e si giunge alla base di partenza dove si lascia l'auto negli spiazzi a sinistra "Portella Colla"
Descrizione
da Portella Colla (1421 m) si imbocca la sterrata in direzione Nord-Ovest che aggira il Cozzo Piombino tenendolo a sinistra. Si supera un cancello sempre chiuso per impedire il passaggio alle auto (a sinistra c’è una piccola edicola sacra che ricorda una persona) e si continua lungo la strada compiendo alcuni tornanti. Si lascia a sinistra una croce di ferro (1465 m) e al primo tornante (1475 m) si trascura a destra un sentiero che si percorrerà al ritorno. Al secondo tornante (1500 m) si lascia a destra un rifugio ridotto ormai a rudere (un cartello ricorda che qui ha sostato un eremita, Fratel Biagio per circa quindici giorni). Si prosegue avendo a sinistra i salti rocciosi del Cozzo Piombino e di fronte il grande altopiano chiamato Piano della Madonna. Si giunge ad un secondo bivio (1495 m), si lascia il sentiero di destra che si percorrerà al ritorno per proseguire lungo la sterrata fino al successivo incrocio (1510 m, 1 ora) dove si lascia la strada per prendere a sinistra un sentiero che attraversa il piano erboso. Attraversato tutto l’altopiano in direzione Nord-Ovest si perviene ad un quarto bivio con una strada percorsa da jeep (1600 m), si prende a sinistra (indicazioni escursionistiche per Monte Cervi, a destra c’è l’indicazione per Cozzo Morto che si seguirà al ritorno). Senza problemi seguendo la traccia prima in direzione Sud e poi Ovest, passando accanto a dei termini di confine di pietra, si tocca la cima del Monte dei Cervi (1794 m, 1.30 ore). Il panorama è ottimo, in direzione Est, sul Cozzo Piombino, sul Monte Mufara e sui monti più alti delle Madonie, in direzione Nord-Ovest sul Mar Tirreno. Ripresa la via del ritorno con una deviazione (1680 m) verso Est (destra) si può salire sul Cozzo Cerasa. Dopo aver attraversato a saliscendi radure erbose, radure sassose, bosco e ancora radure erbose e pietrose, con una salita finale su roccette si raggiunge la cima del Cozzo Cerasa (1687 m, 0.45 ore) da dove si ha una stupenda visuale sulla cresta frastagliata che collega il Monte Mufara con il Monte Quacella. Ritornati al punto della deviazione (1680 m) si prende a destra la traccia per jeep, si attraversa il bosco e si arriva al bivio dove ci sono le indicazioni escursionistiche (1600 m), si lascia a destra il sentiero percorso precedentemente e si continua dritti per Cozzo Morto. Si sale nel bosco e poi si scende fino ad incontrare la località segnata da un cartello escursionistico di legno Cozzo Morto (1611 m, 1 ora). Si lascia la sterrata per salire a sinistra sul Cozzo Morto e scendere dall’altra parte (destra) entrando in una valletta boscosa in direzione Nord-Est (sinistra). Non esiste un vero sentiero, alla fine della valletta si cerca di rimanere sulla cresta dove ci sono massi appuntiti oppure si passa a destra della stessa dorsale, zigzagando tra massi altrettanto fastidiosi ed erba, ogni tanto si incontrano dei bollini rossi che indicano la via. Infine risalendo un pietraio composto da grossi massi si guadagna la cima del Pizzo Antenna (1697 m, omonimo di quello che supera i 1900 metri) dove si trova una targa che ricorda un escursionista deceduto, la targa è stata messa dai suoi amici. Ritornati per la stesso percorso fino al Cozzo Morto (1611 m, 1.30 ore tra a/r, sicuramente questi amici hanno segnato con i bollini di vernice rossa questa via) si prosegue lungo la strada a sinistra fino ad un bivio (1565 m) dove a sinistra una freccia escursionistica di legno indica il Rifugio Valle Giumenta. Per curiosità si va a vedere, è un bel rifugio di legno sempre aperto e mantenuto pulito che si trova alla testa della Valle Giumenta (1540 m). Ritornati al bivio (1565 m, 0.25 ore tra a/r) e ripresa la strada a sinistra, dopo poche centinaia di metri si nota sulla destra un grande rifugio in muratura, è il Rifugio Monte Cervi (1575 m, chiuso a chiave), dietro al rifugio, non visibile dalla strada, si trova un altro rifugio questa volta costruito in legno e dal tetto di frasche, sempre aperto e pulito (Capanna Monte Cervi). Dopo aver curiosato si riprende la carreggiata e percorsi 100 metri in alto a destra si nota un bel Crocifisso di legno (1580 m), questo è il punto dove si può tentare la salita al panoramico Pizzo Colla (1676 m) che si trova a sinistra. Lasciata nuovamente la strada si sale in direzione Est ripidamente nel bosco, usciti sulla radura scoscesa (1600 m) compare davanti a noi un blocco di massi frastagliati, si piega leggermente a destra e si nota un canalino che si può risalire facilmente. Si sale con passi di I lungo una via ripida ma mai esposta, infine si guadagna la vetta su un piano molto sassoso. Stupenda la visuale a 360 gradi: a Sud-Est il Pizzo Piombino con la sua parete, dietro la cresta che va dal Monte Mufara al Monte Quacella, più a destra Monte Scalone, Monte San Salvatore e il Mar Tirreno, a Est il Monte Ferro, Piano Battaglia e la costa, a Nord-Est tutta la catena del Pizzo Carbonara con i suoi monti superiori ai 1900 metri, a Nord-Ovest Cozzo Morto, Pizzo Antenna e fa capolino il Monte Castellaro, a Ovest tutto il boscoso versante orientale del Monte dei Cervi e, in primo piano, una cima senza nome su IGM di quota 1655 m. Ritornati sulla sterrata (1580 m, 0.55 ore) si riprende a percorrerla a sinistra, si scende velocemente e dopo un tornante si arriva all’incrocio a quota 1510 metri dove si lascia a destra il sentiero preso all’andata, ancora avanti per 300 metri circa e si giunge al bivio di quota 1495 m, si lascia la sterrata e si imbocca il sentiero di sinistra. Si sale leggermente per poi scendere, tra radure e bosco fino ad incontrare nuovamente la sterrata presso il primo tornante (1475 m, in pratica questo sentiero è una scorciatoia). Lungo la strada si ritorna a Portella Colla (1421 m, 0.55 ore).
Traccia GPX
Monte dei Cervi
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