Sentieri Montani di Cittàducale

Sentiero di Fede: IL Cammino di San Felice da Cantalice

IL Cammino di San Felice da Cantalice

da Cantalice a Cittaducale

Introduzione:

Prima di descrivere il Cammino che percorse San Felice da Cantalice dal suo paese nativo a Cittaducale raccontiamo una breve biografia del Santo.

Felice Porro nacque a Cantalice (provincia di Rieti) nel 1515; giovanissimo si trasferì a Cittaducale (Rieti) dove prestò servizio nella famiglia Picchi come pastore e contadino.

Iniziò il percorso religioso dopo che un aratro trainato da alcuni buoi gli passò sopra, stracciandogli le vesti ma lasciando intatto il suo corpo. L’allora contadino Felice, riconosciuta la grandezza dell’evento, decise di consegnarsi all’ordine dei Francescani.

Nel 1543 bussò alla porta del convento di Santa Maria del Monte di Cittaducale, XVI sec., dove chiese l’abito cappuccino.

Dopo il noviziato a Fiuggi (Frosinone), nel 1545 emise i voti nel convento di Monte San Giovanni Campano (Frosinone). Quindi sostò per poco più di due anni nei conventi di Tivoli (Roma) e di Viterbo (località Palanzana) per poi trasferirsi nel convento romano di San Bonaventura (Santa Croce dei Lucchesi sotto il Quirinale), dove nei rimanenti quarant’anni fu questuante.

Girovagava tutti i giorni per la Roma cinquecentesca con il suo sacco da cerca sulle spalle e, nonostante la grande mole dei doni ricevuti, affermava che il sacco non gli pesava. Una volta, per burla, alcuni studenti misero una moneta nel sacco del Frate, egli cominciò a gridare, disse che il sacco era diventato pesantissimo e che c’era dentro il demonio.

I suoi piedi erano continuamente ricoperti da ulcere e pustole sanguinolente: si rifiutava infatti di indossare calzini anche d’inverno, il freddo e la pioggia screpolavano e dilaniavano i suoi piedi. Più volte fu visto nell’atto di ricucirsi i calcagni nella bottega di un calzolaio romano. Una volta morto i suoi piedi tornarono miracolosamente bianchi ed integri, senza cicatrici o segni.

Operò numerose guarigioni di infanti e bambini, per questo è stato ribattezzato il Santo dei Fanciulli. Compì numerosi altri miracoli e poiché i prodigi operati dal santo ancor vivente e subito dopo la morte erano sulla bocca di tutti, il Papa Sisto V fece celebrare il processo canonico l’anno stesso della morte (giugno-ottobre 1587) con l’intenzione di canonizzarlo immediatamente. Ma di fatto Felice fu beatificato il 1 ottobre 1625 e canonizzato da Clemente XI il 22 maggio.

IL suo corpo riposa nella chiesa dell’Immacolata Concezione di Via Veneto in Roma dove fu trasportato il 27 aprile 1631 assieme alla Cella in cui visse e morì (vedi foto da 090 a 104).

(racconto tratto dal sito web “Santi Beati” e da “Wikipedia, L’enciclopedia libera”).

le foto sono di Giuseppe Albrizio

Nota1:

L’escursione sotto descritta ricalca per la prima parte il “Cammino di Francesco” (dal Santuario di San Felice all’Acqua fino alla chiesa di San Felice a Cantalice Superiore) segni di vernice giallo-blu e per la seconda parte il percorso con “Le Ali ai Piedi” frecce di vernice gialla (un percorso di fede che parte dal Santuario Francescano  La Averna, comune di Chiusi della Verna, provincia di Arezzo e termina al Santuario di San Michele Arcangelo, comune di Monte Sant’Angelo, provincia di Foggia)

Nota2:

L'escursione va fatta cosi com'è descritta; San Felice partì da Cantalice e venne a Cittaducale dove, in seguito, si fece frate.

Al contrario, il pellegrinaggio perderebbe il vero significato. 

Tempi:

tempo totale del Cammino 6,15 ore - Traccia GPX

ascesa 820 m circa

discesa 1050 m

Km 23

Ricognizione effettuata a Maggio 2017

Percorso auto:

Per raggiungere la base di partenza del Cammino, il Santuario di San Felice all’Acqua, sec XVII,  da Rieti si percorre la Strada Statale Salaria per L’Aquila fino al bivio con la Strada Statale N 4bis del Terminillo che si segue fino a Vazia. Alla rotonda prendere direzione Cantalice; giunti al crocevia di Cantalice Superiore (sulla destra c’è una grande statua di San Felice e una chiesa) si va a sinistra in piano e poi in discesa, direzione Cantalice Inferiore. Si compie un tornante e all’incrocio, prima di una curva a destra, si svolta a sinistra per il Santuario di San Felice all’Acqua (ci sono le indicazioni). Si continua sempre su questa via fino ad una grande piazza dove sulla destra c’è una statua di Padre Pio, ancora avanti e quando la piazza termina a destra c’è il Santuario.

Descrizione:

Dal Santuario di San Felice all’Acqua, quota 583 m, si percorre in salita Via San Giovanni Pascoli (direzione Est). Si passa accanto ad un fontanile, ad un’edicola sacra e si entra nella frazione di Civitella, comune di Cantalice, quota 652 m.

Al bivio, dopo il piccolo borgo, si va dritti sempre in Via Giovanni Pascoli, alla biforcazione successiva, un centinaio di metri dalla prima, si continua dritti in Via San Gregorio (c’è una fontana a sinistra) entrando nell’omonimo abitato, frazione del comune di Cantalice.

La strada diventa panoramica perché passa sopra le colline circostanti, si lascia a destra la chiesa di San Gregorio e superati alcuni casali e ville si incrocia Via del Castello che si segue a destra; in questo tratto Via del Castello coincide con la Strada Provinciale 8.

Dopo un bar sulla sinistra ed essere passati sotto un viale alberato si giunge ad un crocevia (684 m), dove sulla destra c’è la quattrocentesca chiesa di Maria Santissima della Pace ed una grande statua di San Felice da Cantalice (fin qui 50 minuti - ascesa 160 m - discesa 80 m - Km 3,2).

Abbandoniamo per il momento il Sentiero di San Felice per andare a visitare la chiesa di San Felice (sperando di trovarla aperta), si percorre Via Castello entrando nel borgo superiore del paese, si lascia a destra una fontana pubblica e si giunge in Piazza San Felice da Cantalice dove si trova un’interessante fontana e la chiesa omonima; dalla piccola balconata si gode un suggestivo panorama (tra andata/ritorno e visita 30 minuti - Km 1).

Ritornati presso la chiesa di Santa Maria Santissima della Pace si percorre Via della Resistenza (direzione Capolaterra), si passa accanto alla caserma dei carabinieri e, dopo 500 metri, prima di una curva a sinistra, si prende una sterrata a destra in discesa (715 m). Dopo pochi metri si è ad un quadrivio, si prende in discesa a sinistra nel bosco, si passa accanto ad un’antica fonte (mantenuta in pessimo stato) con tettoia e lavatoio, Fonte Saletto (678 m).

Ad un bivio si va a destra (Sud), al successivo si trascura la strada di sinistra per la località Cazzocchia e si continua dritti (direzione Sud); sempre nella stessa direzione più avanti il sentiero si restringe passando in mezzo ad una fitta vegetazione fino ad un ennesimo bivio dove si piega decisamente a sinistra, Est (635 m).

Ancora in una fitta boscaglia fino ad uscire su una sterrata che più in basso intercetta la strada asfaltata che collega la Statale 4bis del Terminillo con Santa Croce, frazione del comune di Cantalice (620 m).

Si svolta a destra e dopo 300 metri circa si prende sulla sinistra una piccola strada (580 m) che ci porta ad attraversare il Vallone di Lisciano  a quota 570 m. Si prosegue in Via Cerenaro, si passa sotto la SS4bis e si giunge nel paese di Lisciano, frazione del comune di Rieti, quota 585 m (dalla chiesa di Santa Maria Santissima della Pace 1 ora - ascesa 110 m - discesa 230 m - Km 3,3).

Visitato il borgo si riprende Via Cerenaro salendo verso monte, subito dopo un antico fontanile (595 m) si va a destra; alla fine della strada inizia la mulattiera, all’inizio molto ripida e dissestata. Si sale a stretti tornanti nel bosco lungo una via dal fondo roccioso e breccioso, più in alto la pendenza si fa meno dura, ad una biforcazione andare a destra (770 m).

Ancora in salita nel bosco di castagno selvatico fino ad uscire su una piccola strada asfaltata che si segue a sinistra; dopo una decina di metri trascurare una sterrata che scende a sinistra anche se ci sono alcune frecce di vernice gialla che invitano ad andare da quella parte (è una scomodissima scorciatoia, a tratti cementata e molto pericolosa perché, in caso di umidità diventa scivolosa e si rischia di farsi seriamente male; oltretutto aggira il paese senza dare la possibilità di “curiosare” ed infine guadagna poche centinaia di metri). Si entra così nel piccolo borgo di Coccodrillo (comune di Rieti) dove ci si può rinfrescare presso un fontanile, quota 780 m (fin qui da Lisciano 40 minuti - ascesa 220 m - discesa nulla - Km 2)

Si prosegue nella stessa direzione, si attraversa una piccola piazza, si passa lungo una stretta via tra alcune case e si esce su una strada più larga che, poco più in basso, incrocia la strada principale, Via Cervara, che si segue a sinistra (765 m).

Senza possibilità d’errore, camminando sempre sulla strada asfaltata, per nulla trafficata, si ignora il bivio con la ripida via di sinistra che è il punto d’arrivo della scorciatoia pericolosa sopra accennata e al tornante successivo si passa accanto ad un parco ricreativo-sportivo per gli abitanti di Coccodrillo e Lugnano.

Ancora avanti e si entra nel borgo di Lugnano, frazione del comune di Rieti, quota 760 m (inevitabile la visita al paese; c’è da vedere, almeno esternamente, la chiesa Madonna del Fiore, XIII secolo e il portone della chiesa di San Giovanni che richiede un urgente restauro).

Ripresa la via principale si percorre un piccolo tratto di Via Lugnano fino al bivio con Via Mussi (730 m), si continua su quest’ultima via a sinistra, in salita, direzione Nord-Est. Si lascia a sinistra il sentiero CAI numero 408 per i Tre Faggi (Terminillo) e con un saliscendi si transita nella frazione di Cupaello, frazione del comune di Rieti (635 m).

Si prosegue sempre nella stessa direzione, Sud, in Via Abruzzi, fino all’incrocio di quota 615 m, dove si va dritti in Via Colle San Silvestro e si continua a scendere fino al bivio (515 m) con Via Contra che si segue a destra. In breve si entra nel paese di Santa Rufina, frazione del Comune di Cittaducale, e subito ci si trova in Piazza Santa Maria del Popolo dove c’è l’omonima chiesa, quota 525 m (fin qui da Coccodrillo 1,15 ore - ascesa 40 m - discesa 450 m - Km 5,5).

Si prosegue in Via Castello (Sud) trascurando subito a destra Via Aia e, poco più avanti, Via Don Giovanni Minozzi. Alla biforcazione si prende la strada a sinistra che passa accanto alla chiesa parrocchiale (dedicata alla martire romana Santa Rufina) che si costeggia tenendola a destra. Al successivo bivio, di fronte c’è un’antica fontana in ghisa, si prende a destra (c’è una freccia gialla che ci indica la via). Si continua in ripida salita e prima dell’ultima casa si supera un fontanile.

Ora la strada si fa sterrata e a tratti cementata, si costeggiano cascinali con orti coltivati e si arriva sulla sommità di un colle (680 m), dove il sentiero piega a sinistra e va in piano, località Cesa Frittola (trascurare le strade secondarie di destra).

Si passa tra casali ristrutturati (uno ha un caratteristico tetto a “panettone”) e fattorie; si inizia a scendere leggermente fino al quadrivio di quota 665 m dove si va a destra, in netta discesa, lungo una carrozzabile molto dissestata (c’era una freccia gialla che indicava la via ma è stata cancellata). Sulla destra dell’incrocio c’è una casa di solito abitata e con cani nel cortile che abbaiano.

Oltrepassato il fosso di Valle Stura (605 m), si continua sempre sulla sterrata principale che a volte ha il fondo fangoso e si restringe a causa della fitta vegetazione.

Quando sembra terminare la via prosegue a sinistra ed entra in una radura erbosa (un tempo coltivata), la si costeggia a destra (frecce gialle e rosse) e si rientra nel bosco seguendo ancora una traccia percorsa da trattori e jeep.

All’uscita dalla vegetazione di fronte abbiamo un ampio prato scosceso con a sinistra una grande costruzione in rovina, il casale di Petèscia (648 m). Si passa accanto al rudere tenendolo sulla sinistra e si intercetta una sterrata alberata presso una piccola costruzione in cemento dove si trova un contatore dell’acqua (sulla sinistra c’è un cancello di Ferro isolato e privo di recinzione).

Si prende a destra e sgiunge in una piazzetta dove c’è una fonte (nuova Fonte di Petèscia, quota 630 m), fin qui da Santa Rufina 50 minuti - ascesa 250 m - discesa 120 m - Km 3,5; si continua ancora per pochi metri sulla strada principale per poi imboccare a sinistra la mulattiera che porta alla vecchia Fonte di Petèscia (624 m).

Infine si sbuca sulla Strada Comunale n 10 del Terminillo (asfaltata) che si prende a destra, si passa davanti ad un’immagine sacra, si oltrepassa la Valle Ottara e la Valle dell’Origine e si giunge al bivio che a sinistra porta al Santuario dei Cappuccini dove Felice chiese l’abito cappuccino.

Se il cancello del santuario è chiuso (590 m) si può salire fino all’ingresso della chiesa, lato Ovest, qui c’è il portone dove Felice Porro bussò per essere accolto dai frati. Per far questo, dal cancello, basta proseguire per una decina di metri verso Cittaducale e imboccare una evidente mulattiera  a sinistra che a tornanti, in un bosco misto, passando vicino ad alcune edicole sacre, porta al piazzale della chiesa (614 m) e al portone d’ingresso, la via prende il nome “Sentiero della Croce” (da Petèscia 35 minuti - ascesa 40 m - discesa 70 m - Km 2,5).

Attualmente (Maggio 2017) il convento è occupato dalle Clarisse Cappuccine, quindi è un convento di clausura e di conseguenza il chiostro non è visitabile.

Ritornati sulla strada principale per arrivare nel centro storico del paese di Cittaducale (480 m) ci vogliono 30 minuti - ascesa nulla - discesa 100 m - Km 2.

Si può vedere (dall’esterno) la casa dove San Felice da Cantalice abitò, al numero civico 134 di Corso Mazzini, c’è una lapide in alto a destra di un balcone.

000a - cartina 1-3

Cartina 1-3

000a - cartina 2-3

Cartina 2-3

000a - cartina 3-3

Cartina 3-3

001

001 - Santuario di San Felice all’Acqua (in questo luogo San Felice fece

scaturire una sorgente d’acqua miracolosa)

002

002 - particolare del Santuario di San Felice all’Acqua (base di partenza del “Cammino”)

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003 - l’interno del Santuario di San Felice all’Acqua

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004 - un quadro raffigurante San Felice da Cantalice

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005 - la sorgente d’acqua miracolosa

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006 - un quadro che racconta l’episodio

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007 - il racconto in dettaglio

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008 - una poesia “L’acqua de San Felice”

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009 - … Dal Santuario di San Felice all’Acqua, quota 583 m, si percorre in salita Via San Giovanni Pascoli…

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010 - …Si passa accanto ad un fontanile…

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011 - due pellegrini in transito (percorrono il Cammino di Francesco da Assisi a Roma)

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012 - edicola sacra

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013 - fontana prima del piccolo abitato di San Gregorio (frazione del comune di Cantalice)

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014 - un casale lungo la via

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015 - altri pellegrini in transito (seguono il Cammino di Francesco)

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016 - la chiesa di San Gregorio

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017 - …La strada diventa panoramica perché passa sopra le colline circostanti…

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018 - la rocca di Cantalice con la torre e l’imponente chiesa di San Felice

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019 - una piccola edicola sacra

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020 - ancora escursionisti che percorrono il Cammino di Francesco

021

021 - …si incrocia Via del Castello che si segue a destra; in questo tratto Via del Castello coincide con

la Strada Provinciale 8…

022

022 - …Dopo un bar sulla sinistra ed essere passati sotto un viale alberato si giunge ad un

crocevia (684 m), dove sulla destra c’è la quattrocentesca chiesa di Maria Santissima della Pace…

023

023 - la facciata della chiesa di Maria Santissima della Pace

024

024 - …ed una grande statua di San Felice da Cantalice…

025

025 - …si giunge in Piazza San Felice da Cantalice dove si trova un’interessante fontana e la

chiesa omonima…

026

026 - la statua di San Felice da Cantalice

027

027 - …dalla piccola balconata si gode un suggestivo panorama…

028

028 - …Ritornati presso la chiesa di Santa Maria Santissima della Pace si percorre Via della Resistenza

(direzione Capolaterra)…

029 

029 - …si passa accanto alla caserma dei carabinieri e, dopo 500 metri…

030 

030 - …prima di una curva a sinistra, si prende una sterrata a destra in discesa (715 m)...

031 

031 - …Dopo pochi metri si è ad un quadrivio, si prende in discesa a sinistra nel bosco…

032 

032 - …si passa accanto ad un’antica fonte (mantenuta in pessimo stato) con tettoia e lavatoio,

Fonte Saletto (678 m)...

033 

033 - …al successivo si trascura la strada di sinistra per la località Cazzocchia e si continua

dritti (direzione Sud)…

034 

034 - andare sempre dritti trascurando le deviazioni secondarie

035 

035 - pellegrino, incontrato per caso, che sta percorrendo la via di fede con “Le Ali ai Piedi”

da La Verna (Arezzo) a Monte Sant’Angelo (Foggia). La via si restringe ma la traccia è sempre evidente

036 

036 - … fino ad un ennesimo bivio dove si piega decisamente a sinistra, Est (635 m)...

037 

037 - in alcuni tratti il sentiero si restringe di molto ma è sempre visibile, segni di passaggi frequenti

038 

038 - …Ancora in una fitta boscaglia fino ad uscire su una sterrata che più in basso…

039 

039 - in vista di Lisciano (frazione del comune di Rieti)

040 

040 - … Ancora in una fitta boscaglia fino ad uscire su una sterrata che più in basso intercetta la strada

asfaltata che collega la Statale 4bis del Terminillo con Santa Croce, frazione del comune di Cantalice

(620 m). Si svolta a destra e dopo 300 metri circa si prende sulla sinistra una piccola strada (580 m)… 

041  

041 - edicola sacra prima di attraversare il Vallone di Lisciano

042 

042 - …Si prosegue in Via Cerenaro, si passa sotto la SS4bis e si giunge nel paese di Lisciano…

043 

043 - la chiesa di Lisciano

044 

044 - …Visitato il borgo si riprende Via Cerenaro salendo verso monte, subito dopo un antico fontanile

(595 m) si va a destra…

045 

045 - …alla fine della strada inizia la mulattiera, all’inizio molto ripida e dissestata…

046 

046 - il borgo di Lisciano visto dalla mulattiera

047 

047 - …Si sale a stretti tornanti nel bosco lungo una via dal fondo roccioso e breccioso…

048 

048 - …Ancora in salita nel bosco di castagno selvatico…

049 

049 - …fino ad uscire su una piccola strada asfaltata che si segue a sinistra…

050 

050 - il fontanile con lavatoio della frazione di Coccodrillo (Rieti)

051 

051 - il borgo di Lugnano frazione del comune di Rieti

052 

052 - Lugnano e il pastore “modernizzato”

053 

053 - Madonna del Fiore, XIII sec. (Lugnano-Rieti)

054 

054 - chiesa di San Giovanni (Lugnano-Rieti)

055 

055 - il portone della chiesa di San Giovanni (richiede un urgente restauro)

056 

056 - …Ripresa la via principale si percorre un piccolo tratto di Via Lugnano fino al bivio con Via Mussi

(730 m), si continua su quest’ultima via a sinistra, in salita, direzione Nord-Est…

057 

057 - il segno del Tau che ci indica la via

058 

058 - fontana lungo la via prima di entrare nella frazione di Cupaello-Rieti

059 

059 - fontanile con lavatoio di Cupaello

060 

060 - cartello di benvenuto

061 

061 - in vista di Santa Rufina, frazione del comune di Cittaducale

062 

062 - Via Contra, ingresso a Santa Rufina

063 

063 - …In breve si entra nel paese di Santa Rufina, frazione del Comune di Cittaducale, e subito ci si

trova in Piazza Santa Maria del Popolo dove c’è l’omonima chiesa, quota 525 m…

064 

064 - …Si prosegue in Via Castello (Sud) trascurando subito a destra Via Aia e, poco più avanti, Via Don

Giovanni Minozzi. Alla biforcazione si prende la strada a sinistra che passa accanto alla chiesa

parrocchiale (dedicata alla martire romana Santa Rufina)…

065 

065 - …Al successivo bivio, di fronte c’è un’antica fontana in ghisa, si prende a destra (c’è una freccia

gialla che ci indica la via)...

066 

066 - antica fontana

067 

067 - …Ora la strada si fa sterrata e a tratti cementata…

068 

068 - …si costeggiano cascinali con orti coltivati e si arriva sulla sommità di un colle (680 m), dove il

sentiero piega a sinistra e va in piano, località Cesa Frittola (trascurare le strade secondarie di destra).

Si passa tra casali ristrutturati (uno ha un caratteristico tetto a “panettone”)…

069 

069 - il Terminillo visto dalla località Cesa Frittola

070 

070 - …si inizia a scendere leggermente fino al quadrivio di quota 665 m dove si va a destra, in netta

discesa, lungo una carrozzabile molto dissestata (c’era una freccia gialla che indicava la via ma è

stata cancellata)...

071 

071 - …Oltrepassato il fosso di Valle Stura (605 m), si continua sempre sulla sterrata principale che

a volte ha il fondo fangoso e si restringe a causa della fitta vegetazione. Quando sembra terminare

la via prosegue a sinistra…

072 

072 - …ed entra in una radura erbosa (un tempo coltivata), la si costeggia a destra (frecce gialle e

rosse) e si rientra nel bosco seguendo ancora una traccia percorsa da trattori e jeep…

073 

073 - …All’uscita dalla vegetazione di fronte abbiamo un ampio prato scosceso con a sinistra una

grande costruzione in rovina, il casale di Petèscia (648 m)...

074 

074 - …Si passa accanto al rudere tenendolo sulla sinistra e si intercetta una sterrata alberata presso

una piccola costruzione in cemento dove si trova un contatore dell’acqua (sulla sinistra c’è un cancello

di Ferro isolato e privo di recinzione)...

075 

075 - la "nuova" Fonte di Petèscia

076 

076 - la vecchia Fonte di Petèscia

077 

077 - …Infine si sbuca sulla Strada Comunale n 10 del Terminillo (asfaltata) che si prende a destra, si

passa davanti ad un’immagine sacra…

078 

078 - …Se il cancello del santuario è chiuso (590 m) si può salire fino all’ingresso della chiesa, lato Ovest,

qui c’è il portone dove Felice Porro bussò per essere accolto dai frati. Per far questo, dal cancello, basta

proseguire per una decina di metri verso Cittaducale e imboccare una evidente mulattiera a sinistra…

079 

079 - l’immagine della prima edicola sacra salendo al convento dal sentiero

080 

080 - l’immagine della terza edicola sacra salendo al convento dal sentiero

081 

081 - altra edicola sacra ai piedi della chiesa del convento

082 

082 - …si può salire fino all’ingresso della chiesa, lato Ovest, qui c’è il portone dove Felice Porro bussò

per essere accolto dai frati…

083 

083 - il convento visto dall’ingresso principale

084 

084 - Sepulcrum Capuccinorum

085 

085 - il portone dove San Felice da Cantalice bussò per chiedere l’abito cappuccino nel 1543

086 

086 - scendendo verso Cittaducale, un’altra edicola sacra

087 

087 - la torre civica di Cittaducale

088 

088 - uno scorcio della piazza di Cittaducale

089 

089 - la casa di Cittaducale dove San Felice da Cantalice abitò, al numero civico 134 di Corso Mazzini, c’è

una lapide in alto a destra di un balcone.

090

090 - Chiesa dell’Immacolata Concezione, Via Veneto, Roma

091 

091 - Chiesa dei Frati Cappuccini

092 

092 - l’altare della chiesa dell’Immacolata Concezione in Via Veneto

093 

093 - Tomba di San Felice da Cantalice

094 

094 - particolare della tomba “Corpus S Felicis A Cantalico”

095 

095 - il Santo riceve il Bambino Gesù da Maria

096 

096 - San Felice guarisce un paralitico

097 

097 - San Felice ridona la vista ad un bambino

098

098 - Cella in cui visse e morì San Felice da Cantalice nel 1587. Fu trasportata

nel Convento dei Frati Cappuccini in Via Veneto a Roma dal Convento di San

Bonaventura assieme ai resti mortali del Santo. Si trova precisamente nella

Chiesa dei Frati Cappuccini dedicata all’Immacolata Concezione della Beata

Vergine Maria. Per visitarla chiedere ai frati presenti nella chiesa.

099

099 - all'ingresso del piccolo locale: storia della cella di San Felice da Cantalice

100

100 - l’interno della cella di San Felice da Cantalice, particolare dell’altare

101

101 - la porta originale della cella di San Felice da Cantalice

102

102 - copia del Documento di Papa Urbano VIII con cui si estende a

tutto l’Ordine Cappuccini la possibilità di celebrare l’Ufficio e la Messa

in onore del Beato Felice da Cantalice

103

103 - dall’alto: copia del Decreto di Beatificazione di fra Felice da Cantalice da

parte di Papa Urbano VIII (1625).

Lapide in ricordo della consacrazione dell’altare da parte di Papa Benedetto XIII

(1726). Lapide centrale a ricordo della visita di Papa Innocenzo XII (1700). Lapide

inferiore a ricordo della visita di Papa Clemente XI

104

104 - quadro nella cella di San Felice da Cantalice: raffigura la Vergine con il Bambino ed i Santi Francesco

(a sinistra) e Felice che intercedono per le anime del purgatorio. Autore ignoto