Sentieri Montani di Cittàducale

Escursione n. 15: Casale Micone (ruderi); dall'Arco di San Lorenzo e la Fonte Cerasa o dalla Valle Ottara

Casale Micone (ruderi)

alla ricerca del Casale Micone

Nota:

L'itinerario qui descritto ripercorre antichi sentieri presenti su cartina IGM o nuove vie aperte da animali al pascolo:

fino all'ultima mia ricognizione (inverno 2015) risultava pulito e ben mantenuto.

Attualmente NON si garantisce la completa praticabilità a causa dei rovi che potrebbero aver invaso alcuni tratti. 

IL Casale Micone si può raggiungere in due modi:

il primo itinerario sotto descritto (sentiero segnato in arancione nelle cartine sotto riportate, cartina 1-3 e 2-3) percorre Via San Francesco, poi Via San Felice da Cantalice e la strada comunale n. 10 del Terminillo (strada di montagna) fino a pochi metri dal ponticello che supera il Fosso dell’Origine. Si sale a Pratacoste e poi si percorre la sterrata che porta all’Arco di San Lorenzo e alla Fonte Cerasa (foto da 1 a 17).

il secondo sentiero, anche questo sotto descritto (punteggiato giallo-rosso nelle cartine sotto riportate, cartina 1-3 e 2-3) passa per la Valle Ottara; si  scende da Cittaducale (dietro l’ex mobilificio) e raggiunta la valle la si risale lungamente fino alla località "la Cava". Attraversata la strada asfaltata si continua a seguire il grande impluvio; più avanti lo si abbandona per prende un sentiero che segue il primo vallone che confluisce da destra (Sud) nella stessa Valle Ottara (foto da 18 a 31).

Naturalmente si possono percorre entrambi gli itinerari (uno utilizzato in discesa e l'altro in salita) in modo da compiere un giro completo. Traccia GPX

Escursione n. 15 (primo itinerario)

sentiero non segnato

ascesa totale 450 m

Km totali 12

tempo di salita 1,45 ore

tempo di discesa per la via di salita 1,15 ore

fare riferimento alle cartine sotto riportare

Premessa

Casale Micone..., avevo sentito parlarne tante volte da amici e conoscenti: “sta lì...! nella pineta del Cimale Riofragio..., una volta andando in cerca di funghi in compagnia di un’altra persona, mi ricordo che ci sono passato vicino, mi sono trovato in una boscaglia molto fitta e buia e ho chiesto al compagno dove eravamo, e lui mi ha risposto al Casale Micone... ma ora... ma ora non ricordo più nulla, non ricordo la via per arrivarci, non ricordo niente”.

In genere alla mia richiesta di come poter raggiungere il Casale le risposte erano come quelle di sopra, un giorno ho preso cartina e bussola e ho deciso di andarlo a cercare da solo.

Descrizione:

Da Cittaducale (a piedi), dopo la Torre Angioina, si imbocca a sinistra il viale con i pini, via San Francesco, si passa accanto al cimitero e si sale sempre su asfalto. A un trivio si va a sinistra, Via San Felice da Cantalice, salendo ancora per qualche centinaio di metri fin dove la strada va in piano, si lascia a destra la sterrata che, superato un cancello, sale al Convento dei Cappuccini e si continua lungo la strada comunale n. 10 del Terminillo (strada di montagna) fino ad incontrare (a sinistra) un tombino dell'acquedotto, pochi metri più avanti c'è il ponticello che supera il Fosso dll'Origine (quota 604 m - 3 Km - 0,45 ore).

A destra della strada (proprio di fronte al tombino) inizia il sentiero che sale a Prata Coste, lo si prende salendo a zigzag e poi a mezza costa fino ad uscire su una sterrata che a sinistra (Est), in pochi minuti, porta alla Fonte di Prata Coste (715 m - 0,20 ore), dietro la fonte c’è un bottino.

Si continua nella stessa direzione per un centinaio di metri fino ad un bivio (al centro c’è un tombino), si va a sinistra continuando lungamente sull’ampia sterrata che alla fine costeggia il Fosso dell’Origine, dove questo si restringe si incontra l’Arco di San Lorenzo sopra il quale passa il tubo dell’acquedotto che serve Cittaducale (870 m - 0,30 ore).

Lasciato l’Arco di San Lorenzo a sinistra, dopo pochi metri, si giunge su un’ampia piazzola, punto di congiunzione di tre sterrate; quella principale appena percorsa, una che sale ripidamente verso Nord e l’altra sale in direzione Est. Si prende quella di sinistra (Nord) lasciando a destra il bottino dell’Arco di San Lorenzo.

Percorsi 350 metri si imbocca a sinistra, quota 900 m, una mulattiera che attraversa il fosso Cerasa (qui, per un piccolo tratto, scorre l’acqua che esce dalla sorgente Cerasa, che si trova cento metri più a monte, e che alimenta il bottino Cerasa). Il sentiero rimane quasi in piano, aggira il costone Sud-Ovest del Colle Riofragio, transita in un bosco di faggio e poi costeggia una grossa pineta tenendola a valle, infine entra in un'altra pineta dove nel mezzo, a quota 900 m, invaso dalla vegetazione si trovano i ruderi del Casale Micone.

Data la poca luce che filtra nella pineta e l’abbondante vegetazione il Casale si nota quando gli si arriva vicino, all’ultimo momento, (Km percorsi 6 - tempo impiegato 1,45 ore - ascesa 450 m) Il tempo di ritorno a Cittaducale per la stessa via è di 1,15 ore.

Chi ha tempo e vuole allungare la passeggiata (vedi una parte della descrizione dell'escursione n. 7) dal Casale Micone ritorna indietro per la stessa via fino a immettersi sulla sterrata di servizio al bottino della località Cerasa, (salendo a sinistra di una cinquantina di metri si arriva alla fine della strada da dove, in fondo, si vede il serbatoio dell’acqua).

Ora si percorre a ritroso la sterrata fino all’Arco di San Lorenzo e si imbocca quella che sale ripidamente in direzione Est giungendo in pochissimi minuti alla Fonte di San Lorenzo, poco più avanti ci sono 2 bottini quota 910 m (Nota: nel 2011 il primo bottino è stato tolto, ora la Fonte di San Lorenzo oltre ad essere diventata un rudere è senz'acqua), qui la sterrata termina.

Sulla destra del fosso, direzione Nord-Est, inizia una mulattiera che risale poco più di 100 m di dislivello (seguendo l'impluvio) giungendo in un piccolo pianoro boscoso a Sud della località Rognale, quota 1000 m (la mulattiera, dopo qualche decina di metri, la si può trovare sbarrata da una rete metallica che protegge dagli animali la zona della sorgente che alimenta la cisterna, bisogna costeggiare la rete in ripida salita, senso antiorario, e poi in leggera discesa si ritrova, dalla parte opposta, il sentiero. Questo tratto è scomodo, nessuno ha pensato di mettere delle scalette di legno per superare l’ostacolo).

Giunti nel pianoro si incontra una pista per trattori e cingolati di servizio ai tagliaboschi, si segue questa verso destra, Est e poi Sud-Est fino a uscire dal bosco sull’argine Nord del Laghetto, quota 1030 m, nei pressi del Casale Lucarelli e del Casale Dentrocani (tempo di percorrenza dal Casale Micone al Laghetto 50 minuti - km 2,6 - ascesa 190 m).

Dall’altra parte del Laghetto, lato Sud, passa la sterrata Cittaducale-Paterno-Terminillo, la si imbocca a destra (Sud) e si continua in leggerissima discesa per un paio di chilometri, si trascurano a sinistra alcune strade secondarie che portano sui Prati di Paterno e si giunge su uno slargo, punto di incrocio di un quadrivio nei pressi del valico della "Montagna Spaccata" (970 m - 0,20 ore).

Si imbocca in discesa la prima sterrata di destra, percorsi trecento metri, al successivo bivio si continua dritti, ancora in discesa prima a mezza costa, poi a tornanti e ancora a mezza costa fino a immettersi sulla sterrata principale che si prende a destra.

Dopo un centinaio di metri, al bivio presso un tornante, si va a sinistra, duecento metri più avanti, al successivo bivio, si va su uno stradino secondario a destra (andando dritti, in meno di due minuti, si arriva sul Prato di Cesalunga, quota 740 m, dove c’è una piccola Chiesa, alcune fontane, un rifugio della forestale e l’illuminazione elettrica).

Si scende velocemente e poi si continua quasi in piano, tenendo una pineta a destra, si attraversa un tratto fangoso e si sbuca nuovamente sulla via principale, si va a destra e dopo cinquanta metri la si abbandona ancora per prendere a sinistra uno stradino secondario che costeggia un’altra pineta tenendola a sinistra, passata una piccola radura scende più ripidamente fino a rincontrare la sterrata principale poco sotto un serbatoio dell’acquedotto (bipartitore) e un piccolo fontanile (fonte alimentata dal bipartitore).

Ora non si deve far altro che seguire in discesa la larga sterrata che, più in basso, si immette sulla via utilizzata all’andata riportandoci al punto di partenza. Km totali del giro 18 - ascesa totale 700 m - tempo 5 ore.

ESCURSIONE N. 15 (secondo itinerario)

sentiero non segnato

ascesa 450 m

Km totali di salita 4,5

tempo di salita 1,45 ore

tempo di discesa per la stessa via 1,15 ore

DESCRIZIONE

Parcheggiata l’auto nei pressi della Torre Angioina (quota 480 m), a piedi, in discesa, si imbocca lo stradino a sinistra dell’ingresso del grande mobilificio D’Angeli (attualmente è rimasto solo l’edificio, il negozio non c’è più). Si costeggia, per un piccolo tratto, le mura medievali del paese e si arriva davanti ad un cancello oltre il quale la sterrata continua a seguire le antiche mura (per terra c’è un tombino dell’acquedotto).

Si prende a destra un sentiero che aggira, tenendolo sulla destra, la grande costruzione e scende velocemente a incrociare la sterrata di fondovalle. Qui c’è un quadrivio (400 m dalla Torre - quota 446 m), si va a destra seguendo la sterrata che risale la Valle Ottara. Percorsi 500 metri si giunge ad un altro bivio, quota 460 m, proseguire dritti.

Superati alcuni casali recintati si giunge nel punto dove la strada termina. Si continua lungo un sentiero di fondovalle che entra nel fitto bosco. Più avanti si arriva vicino ad una strettoia dove è impossibile seguire l’impluvio (1,5 Km dalla partenza - 30 minuti - quota 520 m). Passato il fosso lo si risale sul lato destro (senso di marcia), purtroppo qui c’è una piccola discarica, nel passato ci hanno gettato di tutto, per fortuna è un piccolo tratto.

Ignorando tutte le deviazioni a destra, percorsi 600 metri, si arriva nel luogo dove c’è la confluenza della Valle Ottara con il Fosso dell’Origine (2,1 Km - quota 590 m). Si continua dritti nell’impluvio per altri 100 metri e prima di un ponticello (nascosto dalla vegetazione) si sale a sinistra uscendo sulla strada asfaltata (strada comunale n. 10 del Terminillo, strada di montagna) di fronte ad un’antica cava, via che collega Cittaducale (a destra) con la località Petèscia (a sinistra), quota 607 m circa (2,2 Km dalla partenza - 45 minuti - ascesa 150 m).

Percorsi pochi metri a destra si arriva al centro di un ampio tornante dove a sinistra c’è la sterrata che, in direzione Est, continua a risalire la Valle Ottara. Si sale con una pendenza molto dolce sulla strada utilizzata, in questi ultimi anni, dai tagliaboschi e per questo mantenuta in ottime condizioni. Dopo circa 1 Km dal tornante, a quota 675 m (dopo poco più di 10 minuti), si lascia la carrozzabile di fondo valle per prendere a destra una mulattiera che risale il primo vallone che confluisce nella Valle Ottara dal versante Sud.

Superato il letto del fosso della Valle Ottara si inizia a salire su un costone boscoso per poi deviare verso destra. Si supera una zona che con le piogge diventa fangosa, si oltrepassa il canalone che dovremo seguire e a serpentina si sale tenendo il fosso a sinistra, direzione Sud-Est. A quota 827 m la conca si biforca, prende una forma a V, si risale il costone che rimane tra le due vallette piegando progressivamente verso destra (Sud) e infine si raggiunge una grossa pineta dove c’è un largo e poco evidente impluvio, quota 900 m, occupato dalla stessa pineta.

All’inizio del largo impluvio, sulla sinistra ci sono i resti di un’antica costruzione in pietra. La depressione separa la cima di quota 911 m con il Colle Riofragio 1095 m. Si segue l’avvallamento in piano (sempre in direzione Sud) e poco prima di uscire (dall’altra parte) fuori dalla pineta, sulla destra nascosta dalla vegetazione ci sono i ruderi del casale Micone (1,3 Km dalla Valle Ottara - 45 minuti - ascesa 225 m)

cartina 1-3 

001a

cartina 2-3

001b

cartina 3-3, Google Earth

001a - Cittaducale-Casale Micone

001b - sterrata Cittaducale-Petèscia-Ficocchio poco prima del curvone di quota 607 m, la strada da Febbraio 2011 è stata

asfaltata fino a Petèscia

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002 - sterrata che è la continuazione di Via San Francesco e porta alla Fonte di Prata Coste

002a

003 - la Fonte di Prata Coste

003c 

004 - sterrata che porta all'Arco di San Lorenzo (località l'Origine)

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005 - il bottino dell'Arco di San Lorenzo, quota 870 m

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006 - il punto esatto dove si trova il Casale Micone

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007 - la pineta dentro la quale si trovano i ruderi del Casale Micone

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008 - ruderi del Casale Micone 900 m, Sud-Ovest del Cimale Riofragio

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009 - ruderi del Casale Micone 900 m, Sud-Ovest del Cimale Riofragio

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010 - ruderi del Casale Micone 900 m, Sud-Ovest del Cimale Riofragio

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011- presso il portone principale d'ingresso del Casale Micone

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012 - ruderi del Casale Micone 900 m, Sud-Ovest del Cimale Riofragio

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013 - ruderi del Casale Micone 900 m, Sud-Ovest del Cimale Riofragio

013

014 - ruderi del Casale Micone 900 m, Sud-Ovest del Cimale Riofragio

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015 - ruderi del Casale Micone 900 m, Sud-Ovest del Cimale Riofragio

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016 - ruderi del Casale Micone 900 m, particolare di costruzione dei muri

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017 - ruderi del Casale Micone 900 m, particolare di costruzione dei muri

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018 - il largo impluvio boscoso da percorrere per giungere ai ruderi del Casale Micone (salendo dalla Valle Ottara)

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019 -  …prima di un ponticello (nascosto dalla vegetazione) si sale a sinistra uscendo sulla strada asfaltata (strada comunale n. 10 del

Terminillo, strada di montagna)…. Percorsi pochi metri a destra si arriva al centro di un ampio tornante dove a sinistra c’è la sterrata che,

in direzione Est, continua a risalire la Valle Ottara….

019 

020 - nella Valle Ottara

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021 - in alto la sella da raggiungere dove si trova il largo impluvio boscoso da percorrere

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022 - il fosso della Valle Ottara da superare

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023 - il sentiero dopo giornate piovose è fangoso

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024 - il fosso secondario da superare, è quello che poi dovremo seguire in salita

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025 - il sentiero che costeggia il fosso secondario in salita

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026 - l’antico sentiero in alcuni punti è invaso da rami secchi

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027 - il punto dove il fosso che stiamo risalendo si biforca a V

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028 -  si risale il costone che rimane tra le due vallette piegando progressivamente verso destra (Sud) e infine si

raggiunge una grossa pineta dove c’è un largo e poco evidente impluvio…

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029 - …all’inizio del largo impluvio, sulla sinistra ci sono i resti di un’antica costruzione in pietra….

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030 - il largo impluvio da seguire occupato dalla pineta

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031 - il Casale Micone

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