Sentieri Montani di Cittàducale

Escursione n. 03: Valle Stura, Fosso dei Porcini o Valle Lupara; giro di Monte Quarto

Cittaducale, Valle Stura

per il Fosso di Valle Stura (Fosso dei Porcini o Valle Lupara)

Nota:

L'itinerario qui descritto ripercorre antichi sentieri presenti su cartina IGM o nuove vie aperte dal passaggio di animali al pascolo: 

fino alla mia ultima ricognizione (inverno 2015) risultava pulito e ben mantenuto.

Attualmente NON si garantisce la completa praticabilità a causa dei rovi che potrebbero avere invaso alcuni tratti. 

Escursione n. 3

sentiero non segnato. Traccia GPX

ascesa totale 400 m

tempo totale del giro 2,30 ore

Km totali del giro 7

fare riferimento alla cartina sotto riportata

Premessa:

Il fosso a Nord di Cittaducale, senza nome su IGM, è in realtà il proseguimento della Valle Stura e separa il Cimale Petèscia che si trova a  sinistra (Est), senso orografico, con il Monte Quarto a destra (Ovest).

Per quanto detto possiamo dargli il nome di Fosso di Valle Stura, gli abitanti di Santa Rufina lo conoscono come Fosso dei Porcini, qualcuno di Cittaducale come Valle Lupara (la notte si sentono ululare i lupi). La valle, che ha una forma a ferro di cavallo, dall'alto in basso ruota in senso antiorario.

Dalla località Ficocchio prende la direzione Sud-Ovest, si unisce con altri rami provenienti dalla località Marco Ferro e piega decisamente a Sud rimanendo in questa direzione fino al fondovalle dove termina nell’ampio fondo della Valle Ottara.

Data la fitta vegetazione è una valle apparentemente impenetrabile, nonostante la vicinanza a Cittaducale è poco conosciuta ed è stata percorsa da pochissime persone. In primavera si incontrano numerose fioriture di Anemone dell’Appennino bianchi e azzurri, Ranuncolo Favagello, Erba Epatica, Veronica comune, Fior del Cuculo, Argentina, Pungitopo, Ortica e tante altre specie.

Descrizione:

Parcheggiata l’auto nei pressi della Torre Angioina (quota 480 m), a piedi, in discesa, si imbocca lo stradino a sinistra dell’ingresso del grande mobilificio D’Angeli (attualmente, anno 2013, il mobilificio non c'è più, è rimasto un grande e fatiscente edificio).

Si costeggia, per un piccolo tratto, le mura medievali del paese e si arriva davanti ad un cancello oltre il quale la sterrata continua a seguire le antiche mura (per terra c’è un tombino dell’acquedotto). Si va a destra seguendo un piccolo sentiero che aggira, tenendolo sulla destra, il mobilificio e scende velocemente ad incrociare la sterrata di fondovalle, qui c’è un quadrivio (quota 446 m - 400 m dalla Torre).

Si continua dritti per un centinaio di metri per poi imboccare a destra (Nord) lo stradino di fondovalle del Fosso di Valle Stura (quota 450 m). Dieci metri più in alto, quota 460 m, si incontra, sulla destra, nascosta da rami secchi e rovi, una piccola sorgente d’acqua con un pozzetto protetto da una rete metallica, l’acqua viene incanalata e utilizzata per irrigare alcuni orti ai piedi del fosso stesso.

Percorsi ancora qualche decina di metri (quota 465 m - 750 m dalla Torre) lo stradino abbandona il fosso salendo ripidamente a svolte sul costone sinistro (senso di marcia), compie alcuni tornanti e, ormai mulattiera, sale fino a quota 510 m dove inizia a scendere fino a ricongiungersi nel fondovalle nel punto dove c'è una risorgiva, quota 500 m - 1,2 Km dalla Torre - 30 minuti di marcia. (Qui c’è un invitante sentiero che risale il costone destro del fosso stesso, sempre in direzione Nord, ma termina presso un casale in ristrutturazione, oltre c’è solo boscaglia impenetrabile).

L’acqua sgorga ad una ventina di metri più a Nord del punto dove ci troviamo e con una sufficiente portata percorre un centinaio di metri per poi sparire definitivamente. Tralasciando l’invitante sentiero,  bisogna risalire il fosso (in questo punto quasi in piano) per una decina di metri, stando attenti a non infangarsi, pochi metri prima della risorgiva si prendere a sinistra una mulattiera che sale nella faggeta tenendosi parallelo al vallone, direzione Nord-Ovest.

Giunti a quota 550 m (1,6 Km dalla Torre) di fronte, in direzione Nord, si nota una lingua di pineta che sembra sbarrarci la strada; è lì che dobbiamo puntare, dall’altra parte della valle (in alto a destra) c’è, in bella evidenza, il casale in ristrutturazione. Si piega decisamente a sinistra nel bosco (Sud-Ovest) per un centinaio di metri, per poi riprendere la direzione Nord-Ovest e raggiungere, superando alcuni fossi secondari, la pineta mista a quercia.

Nella pineta il sentiero è poco evidente, bisogna fare un minimo di attenzione, si piega progressivamente verso Nord-Est e poi Est fin quando si giunge sul costone del fosso principale dove il posto della pineta è preso dalla faggeta e il sentiero torna molto evidente. Si continua in direzione Nord-Ovest, quasi in piano, fin quando il sentiero scende ripidamente ad attraversare il fosso e altrettanto ripidamente sale sul versante opposto (quota 565m - 2,12 Km dalla Torre - 50 minuti di marcia).

Si prosegue seguendo il fosso che diventa sempre più stretto, tenendosi a volte sul versante destro, altre sul versante sinistro e altre nel suo letto; ad una biforcazione seguire il ramo di destra che è quello principale, si passa sotto dei grossi tronchi di alberi caduti che formano dei ponti, zona molto caratteristica.

Si arriva in un punto dove, 7 metri più in alto a destra, si nota il taglio della sterrata che da Santa Rufina collega la località Petèscia di Cittaducale (quota 594m - 2,54 Km dalla Torre - 1,15 ore di marcia). Salendo ripidamente su tracce di sentiero, aiutandosi con le mani, si giunge sullo stradino, quota 601m (se la vegetazione lo consente si può evitare questa ripida salita proseguendo ancora nel fondo, per una cinquantina di metri, fino ad uscire facilmente presso un ponticello).

Si va a sinistra, Nord, e in salita si arriva al quadrivio di quota 653 m (3 Km dalla Torre - 1,30 ore di marcia), si imbocca la sterrata di sinistra passando per la località Cesa Frittola, si sale verso la pineta di Monte Quarto superandola al valico di quota 700 m e si scende, attraversando l’elettrodotto, fino al bivio che a destra porta alla Fonte Acera e a sinistra a Cittaducale (quota 654 m - 4,28 Km - 2 ore).

In pratica dal quadrivio di quota 653 m fino a Cittaducale si percorre, al contrario, la via descritta in salita nell'Escursione n. 2 (7 Km - 2,30 ore).

cartina 1-2

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cartina 2-2 Google Earth

giro di Monte Quarto-Fosso i Porcini

001a - le mura medievali di Cittaducale

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002 - la Torre Angioina di Cittaducale

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003 - il Fosso di Valle Stura, Cittaducale

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004 - piccola sorgente con pozzetto protetta da una rete metallica, serve alcuni orti di fondovalle

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005 - il sentiero che si inoltra nella fitta valle

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006 - quota 500 m, qui c'è una risorgiva con poca acqua

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007 - quota 500 m del Fosso di Valle Stura con l'invitante sentiero a destra....

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008 - ....il sentiero da prendere per continuare la risalita è quello di sinistra (senso di marcia)

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009 - fosso di Valle Stura, lingua di pineta da attraversare

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010 - la zona caratteristica del Fosso di Valle Stura...

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011 - ...con alberi che formano dei ponti sullo stretto fosso

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012 - il fosso si divide in due rami, seguire quello di destra

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013 - ancora passaggi sotto gli alberi che fanno da ponte

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014 - il punto dove si abbandona il fosso e si risale ripidamente per sette metri la scarpata.

Se la vegetazione lo consente si può evitare questa ripida salita proseguendo ancora nel

fondo, per una cinquantina di metri, fino a uscire facilmente presso un ponticello....

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015 - ...giungendo sulla sterrata Santa Rufina-Petèscia di Cittaducale

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