Sentieri Montani di Cittàducale

Escursione n. 01: Cittaducale, Cimata di Castello; per la Valle Ottara e il Fosso delle Valli

 Cittaducale, Cimata di Castello

per la Valle Ottara e il Fosso delle Valli

Nota:

L'itinerario qui descritto ripercorre antichi sentieri presenti su cartina IGM o nuove vie aperte dal passaggio di animali al pascolo: 

fino alla mia ultima ricognizione (inverno 2015) risultava pulito e ben mantenuto.

Attualmente NON si garantisce la completa praticabilità a causa dei rovi che potrebbero avere invaso alcuni tratti. 

Sentiero n. 1

sentiero non segnato. Traccia GPX

ascesa 1100 m

tempo di salita  (dalla stazione ferroviaria) 4 ore

tempo di discesa (per Prato Micciolo Valle Rimalle, Fonte di San Lorenzo, Fonte di Prata Coste) 2,45 ore

tempo di discesa per la via di salita 2,15 ore

Km totali del giro 19.5

fare riferimento alle cartine sotto riportate

Nota:

le foto dal n. 017 al n. 027 sono relative ad un'escursione effettuata il 5 Dicembre 2013

Premessa:

Si percorre la bellissima e lunga valle a Nord e Nord Ovest di Cittaducale. La Valle Ottara è una valle carsica d’erosione, dovuta all’azione operata da un torrente e dagli agenti atmosferici in generale, attualmente è una valle morta perchè non è percorsa da un corso d’acqua che è stato assorbito dalle rocce calcaree, il fondovalle è largo e i versanti salgono con dolce pendenza.

Più in alto la Valle prende il nome di Fosso delle Valli, è costituita da rocce più compatte e assume una forma a V con fondovalle stretto e versanti ripidi, nei rami dei fossi c’è presenza d’acqua e più in alto vi sono sorgenti che alimentano numerose fonti tra cui Fonte dei Vagoni, Fonte del Pero, Fonte Veteca, Fonte Tricaglioli, Fonte Melangara e Fonte San Lorenzo.

Descrizione:

Dalla stazione ferroviaria di Cittaducale, quota 401 m, si percorre la strada che sale al paese, direzione Nord-Est, fino all’ incrocio (300 metri dalla partenza - quota 417 m). Al bivio si va dritti (sempre direzione Nord-Est), imboccando la sterrata che risale l’ampia valle a Nord della cittadina.

Passato un deposito di materiale edile si giunge ad un incrocio, quota 446 m - 1 km dalla stazione; a sinistra lo stradino risale il costone Sud e poi Ovest di Monte Quarto fino a giungere alla Fonte Acera, a destra, il sentiero, a mezza costa, in 10 minuti sale a Cittaducale costeggiando, poco prima di uscire su via Nazionale, un grande mobilificio (attualmente, anno 2013, il mobilificio non c'è più ed è rimasto il fatiscente immobile) e un tratto delle mura medievali. Alla fine si sbuca nei pressi della Torre Angioina.

Tralasciate le deviazioni si continua a salire nella valle sempre con leggera pendenza e sempre nella stessa direzione fino a giungere, dopo 500 metri, ad un altro bivio, quota 460 m, andando a destra si ritorna nuovamente al paese sbucando sulla strada che porta al cimitero, via San Francesco, poco sopra la Torre.

Si va avanti seguendo il fondo dell’ampia Valle passando accanto ad alcuni casali ben recintati, (in qualcuno di questi ci sono dei cani inferociti che abbaiano e si dimenano a più non posso, vorrebbero saltare il recinto per  azzannarvi, viene la tentazione di rigirarsi e tornare indietro, non lo fate, non fatevi impressionare e non vi impaurite).

Terminata la sterrata si continua su un sentiero che entra nella folta vegetazione dall'apparenza impenetrabile (gli stessi contadini del posto sono convinti che il sentiero è chiuso ma in realtà si passa) infine si arriva in un punto dove la valle si restringe e il fondo si fa impraticabile (2,1 km dalla partenza - 30 minuti di marcia - 520 m di quota).

Attraversato il fosso, lo si risale sul suo lato destro (senso di marcia) su una mulattiera che in questo tratto è ripida (purtroppo quì ci sono rifiuti metallici e di plastica di ogni genere che un tempo venivano gettati dalla carreggiata che passa a monte); ignorando tutte le deviazioni verso destra, che riportano sulla sterrata, Cittaducale-Casale D'Antoni (dal Febbraio 2011 asfaltata fino alla località Petèscia. Prende il nome di strada comunale n. 10 del Terminillo, strada di montagna - cosi scritto su una tabella), si arriva nel punto di confluenza della Valle Ottara con il fosso dell’Origine (2,7 km dalla stazione - quota 590 m).

Si continua dritti per altri 100 metri e prima di un ponticello si sale a sinistra, uscendo di fronte ad un’antica cava (località chiamata la cava dai civitesi), guadagnando la strada sopra citata (2,83 km dalla stazione - quota 607 m - 1 ora di salita). Girando a destra, percorsi pochi metri, si arriva al centro di un ampio tornante dove a sinistra c’è la sterrata che, in direzione Est, continua a risalire la Valle Ottara.

Chi non vuole fare a piedi questa parte iniziale del percorso, fin qui, si può arrivare comodamente in auto. Da Cittaducale, per chi proviene da Rieti, dopo la Torre Angioina, si imbocca a sinistra il viale con i pini, via San Francesco, si passa accanto al cimitero e si sale sempre su asfalto.

Ad un trivio si va a sinistra, Via San Felice da Cantalice, salendo ancora per qualche centinaio di metri fin dove la strada va in piano, si lascia a destra la sterrata che, superato un cancello, sale al Convento dei Cappuccini e si continua su asfalto (strada comunale n. 10 del Terminillo, strada di montagna) fino a giungere presso il tornante citato in precedenza, superato il quale si parcheggia vicino all’antica cava, 3 km dal paese.

Come già detto, proprio sul gomito del curvone, si prende, a piedi, la sterrata che sale in direzione Est e che segue, per buoni tratti, il letto della Valle Ottara. Si continua a salire con una pendenza molto dolce sulla strada utilizzata in questi ultimi anni dai tagliaboschi e per questo mantenuta in ottime condizioni. Percorsi 6,4 km (2 ore dalla stazione), a quota 990 m si giunge su un largo spiazzo utilizzato come deposito di legname, si continua dritti seguendo il letto del Fosso che da questo punto prende il nome di Fosso delle Valli.

Quì si incontrono (dall'estate 2011) i segni bianco-rosso del CAI che segnano il percorso per salire a Fonte Tricaglioli, bisogna trascurarli.

Il Fosso è chiamato dai civitesi "u fossu e mamma mia". Si racconta che un contadino, tanti anni fa, andò per legna col suo somaro proprio da quelle parti, il tempo cambiò all'improvviso e iniziò un forte temporale, quando l'uomo sentì il rumore assordante dell'acqua che iniziava a scorrere lungo il fosso fece appena in tempo a lasciare il somaro carico di legna e a salire qualche metro della scarpata  urlando "mamma mia!!", lui si salvò ma il somaro trascinato dalla corrente non fu più ritrovato.

In un’escursione fatta qualche anno fa (quando la sterrata terminava a metà valle, quota 800 m circa, per continuare a percorrerla, data la fitta vegetazione, si era costretti, per lunghi tratti, a proseguire nel letto accidentato del Fosso) io e un mio compagno abbiamo incontrato due cuccioli di lupo, purtroppo non ho fatto in tempo a fotografarli perché si sono nascosti rapidamente nel bosco.

Che la valle è frequentata abitualmente dai lupi me l'hanno confermato anche i tagliaboschi; una volta ne hanno visti quattro e un'altra volta due, poi, quasi tutte le mattine, trovano le loro tracce vicino all'abbeveratoio dei muli. Alla domanda se la presenza dei lupi è pericolosa per i muli, questi mi hanno risposto che, essendo il mulo molto forte e "ignorante", in un eventuale attacco il lupo avrebbe la peggio.

Poco più avanti il Fosso si biforca, il ramo di sinistra, all’inizio meno ripido, sale fino a sbucare nei pressi della Fonte Tricaglioli, quello di destra, all’inizio ripido, si divide a sua volta in due rami, il ramo di sinistra sale fino a raggiungere la sterrata Cittaducale-Cinque Confini (ad Ovest del Cimale del Termine), il ramo di destra, che è quello che seguiremo, porta alla Fonte Riofraggio e alla Fonte Melangara.

Si sale rimanendo, all'inizio, sulla destra e poi a sinistra dell'impluvio scelto, cercando di seguire, per quanto è possibile, vecchie tracce di sentiero (questo tratto è un po difficile per la folta vegetazione).

Giunti a quota 1214 m si ritorna a destra del fosso e si continua a salire su tracce di sentiero (qui più visibili) parallelamente al solco fino a giungere in una radura boscosa dove, alla base di uno stretto e pietroso valloncello, c’è quello che resta della Fonte Riofraggio (8 km dalla stazione - 3,15 ore di salita - quota 1293 m - ascesa totale 850 m). Presso la sorgente  che alimentava la fonte ci sono rimaste delle pietre ammucchiate e delle canaline scavate in tronchi di legno ormai marce e null’altro.

Dalla Fonte Riofraggio salendo verso Sud, su un largo sentiero, si giunge rapidamente sulla sterrata Cittaducale-Cinque Confini e alla Fonte Melangara ora rifatta in cemento armato. Fino a pochi anni fa le vasche erano in pietra ma in pessime condizioni (8,5 km dalla stazione - quota 1310 m - 3,30 ore).

Appena a destra della fonte c’è una larga e fangosa mulattiera che sale alla sella tra la Serra di Mozza e la Cimata di Castello. Raggiunto il valico (1401 m) in pochi minuti si sale verso Nord sulla Cimata di Castello (1503 m - 9,5 km dalla stazione - 4 ore complessive). Da qui si gode una spettacolare vista del Terminillo, Monte Giano, Monte Calvo, Gran Sasso, Gruppo del Velino, Gruppo della Maiella, Monte Nuria, il paese di Borgovelino e le Gole di Antrodoco dove il 7 - 9 Marzo 1821 si svolse la prima battaglia del risorgimento italiano tra il generale Guglielmo Pepe, comandante supremo dell’esercito borbonico (che pose il quartier generale a Cittaducale) e l’esercito austriaco comandato dal generale Frimont.

Per la discesa si può percorrere la stessa via dell’andata impiegando 2,15 ore fino alla stazione.

In alternativa si percorrere tutta la cresta (direzione Sud-Ovest) tra la Cimata di Castello e Prato Micciolo (località Alberobello), la lunga dorsale viene indicata su IGM come Serra di Mozza, fino ad incontrare e seguire, in discesa, la sterrata Cittaducale-Cinque Confini.

Si supera uno stazzo ancora in uso in estate (stazzo di Valle Rimalle) e si arriva sotto lo stazzo dove c’è un fontanile, qualcuno lo ha nominato "Fonte del Cignale" (così è scritto sul muro della fonte), quota 1072 m. Si abbandona la carreggiata e si percorre la valle dietro la fonte, direzione Ovest, questa ruota leggermente a sinistra, Sud-Ovest, e dopo aver superato un piccolo tratto di fitta vegetazione si immette in una piccola radura dove transita uno sterrato di servizio ai tagliaboschi (sud della località Rognale) che si prende a destra (attualmente, anno 2013, lo sterrato è poco visibile ma rimane una larga mulattiera).

Si continua a scendere lungo la radura invasa da vegetazione tenendo un fosso a sinistra, prima che questo diventa ripido e profondo lo si attraversa e ci si porta sul versante sinistro dove si segue un sentiero che scende, sempre seguendo il profondo impluvio, fino a raggiungere il bottino dell’Origine che si vede in basso a destra (antico acquedotto di Cittaducale) e la fonte di San Lorenzo alimentata da un secondo piccolo bottino in cemento (dal 2011 questo bottino è stato levato e la fonte, non più alimentata, è diventata un rudere) .

Dalla fonte si scende su sterrata fino ad una biforcazione nelle vicinanze di un altro bottino (la via di fronte, che sale ripidamente, porta alla presa d’acqua della località Cerasa), si va a sinistra, si supera uno slargo, si tiene a destra l’Arco di San Lorenzo e si continua a scendere lungamente con leggera pendenza sulla via principale.

Si giunge cosi ad un bivio (nel centro della diramazione c’è un tombino), si va a destra e si arriva subito sul prato detto Prata Coste dove a sinistra c’è un altro bottino e la Fonte Pratacoste. Si continua a scendere lungo lo stradino per un centinaio di metri fino ad una curva verso sinistra, da qui a destra parte una mulattiera che taglia il costone Nord di Prata Coste e porta al curvone di quota 607 m (località la Cava) sulla strada Cittaducale-Petèscia-Casale D’Antoni. La gita per chi è salito da Cittaducale fin qui in auto è finita, altrimenti in 30 minuti si ripercorre, in discesa, l’ultimo tratto della Valle Ottara fino alla stazione (10 km dalla Cimata di Castello - 2,45 ore di marcia)

cartina 1-5

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cartina 2-5 

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cartina 3-5, veduta completa, Google Earth

003 - cartina veduta completa

cartina 4-5, particolare, Google Earth

003a - cartina parziale

cartina 5-5, particolare, Google Earth

003b - cartina parziale

001e - Valle Ottara, zona utilizzata dai tagliaboschi per il deposito e trasporto del legname

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002a - la base del Fosso delle Valli, punto in cui si divide in due rami

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003 - Fosso delle Valli, particolare del ramo di sinistra

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004 - Fosso delle Valli, particolare del ramo di destra

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005 - salendo il ramo di destra del Fosso delle Valli

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006 - ramo destro del Fosso delle Valli che porta alla Fonte Riofraggio

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007 - Fonte Riofraggio 1293 m, dal mucchio di pietre fuoriesce l'acqua

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008 - Fonte Melangara raggiunta salendo per la Valle Ottara e il Fosso delle Valli

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009 - Fonte Melangara 1310 m, a 500 metri verso Sud da Fonte Riofraggio

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010 - sulla sterrata tra Fonte Melangara e Forchicchia dei Preti

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011 - il Terminillo visto dalla Cimata di Castello

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012 - il Terminillo e il Monte Elefante visti da Cimata di Castello 1503 m

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013 - Monte Giano, Gran Sasso e Monte Calvo visti dalla Cimata di Castello

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014 - Fonte San Lorenzo 920 m

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015 - l'Arco di San Lorenzo 870 m

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016 - Fonte Pratacoste 715 m

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Escursione del 5 Dicembre 2013

017 - uno sguardo dalla Serra di Mozza

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018 - la lunga e spettacolare cresta che dal Prato Micciolo (Alberobello) porta alla Cimata di Castello

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019 - a sinistra il Monte Elefante

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020 - un piccolo tratto di bosco lungo la cresta

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021 - sulla Cimata di Castello 1503 m

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022 - dalla Cimata di Castello uno sguardo a 180 gradi: Monte Cardito, Terminilluccio, Terminilletto, Terminillo, Monte Rotondo,

quota 1975 m (a sinistra di questa quota c’è la Sella di Leonessa)…

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023 - …Terminillo, Monte Elefante…

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024 - …il paese di Micigliano, il Gruppo della Laga (Pizzo di Sevo, Cima Lepri, Pizzo di Moscio, Monte Gorzano, Monte di Mezzo di Campotosto),

Monte Giano…

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025 - …Monte Giano, Monte Calvo, Majella…

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026 - …Monte Calvo, Majella, Gruppo Velino-Sirente, Monte Nuria…

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027 - …Gruppo Velino-Sirente, Monte Nuria

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