Sentieri Montani di Cittàducale

Escursione n. 07: Cittaducale, l'Origine e la Valle Rimalle; per Prata Coste, Arco e Fonte di San Lorenzo

 

Cittaducale 

l’Origine e la Valle Rimalle 

per la Valle Ottara-Prata Coste-Arco e Fonte di San Lorenzo 

giro in parte ad anello 

Nota: 

L'itinerario qui descritto ripercorre antichi sentieri presenti su cartina IGM o nuove vie aperte dal passaggio di animali al pascolo: fino alla mia ultima ricognizione (inverno 2019) risultava pulito e ben mantenuto. Attualmente NON si garantisce la completa praticabilità a causa dei rovi che potrebbero avere invaso alcuni tratti. 

Escursione n. 7 

tempo totale 5 ore - ascesa 700 m - Km 15 - Traccia GPX 

fare riferimento alle cartine sotto riportate 

Premessa: 

Percorso che utilizza in gran parte strade sterrate e che permette di toccare molte località montane conosciute dai civitesi  ma poco frequentate. Chi arriva in treno può iniziare il percorso direttamente dalla stazione ferroviaria, chi giunge in auto parte a piedi dal centro del paese. 

Descrizione: 

Dalla stazione ferroviaria di Cittaducale, quota 401 m, si segue la strada che sale al paese, direzione Nord-Est; all’incrocio (300 metri dalla partenza, quota 417 m) si va dritti imboccando la sterrata che risale l’ampia valle a Nord della cittadina che prende il nome di Valle Ottara. 

Passato un deposito di materiale edile, si giunge ad un quadrivio (dalla stazione: 1 km - quota 446 m); a destra il sentiero, a mezza costa, sale a Cittaducale e, poco prima di uscire su Via Nazionale, costeggia a sinistra un grande mobilificio (vedi Nota1) e a destra un tratto delle mura medievali, infine sbuca sotto la Torre Angioina. Se si parte dal centro di Cittaducale è questa la via da percorrere per scendere nella Valle Ottara. 

Nota1: da qualche anno il negozio di arredamento non c’è più ed è rimasto il grande e fatiscente immobile 

Tralasciate le deviazioni, si continua a salire con leggera pendenza, sempre nella stessa direzione, fino a giungere ad una seconda biforcazione (dalla stazione: 1,5 Km - quota 460 m), andando a destra si ritorna nuovamente al paese sbucando sulla strada che porta al cimitero, via San Francesco, a monte della Torre. 

Si va avanti sempre seguendo il fondo dell’ampia valle superando parecchi casali ben recintati (in qualcuno di questi ci sono dei cani inferociti che abbaiano e si dimenano a più non posso, vorrebbero saltare il recinto per  azzannarvi, viene la tentazione di rigirarsi e tornare indietro ma non lo fate, non fatevi impressionare e non vi impaurite). 

Terminata la sterrata si continua su un sentiero che entra nella folta vegetazione dall’apparenza impenetrabile, gli stessi contadini e allevatori del posto sono convinti che il viottolo è chiuso ma in realtà si passa, infine si arriva in un punto dove la valle si restringe e il fondo si fa impraticabile, quota 520 m (dalla partenza: 30 minuti - 2,1 km). 

Attraversato il fosso, lo si risale sul suo lato destro (senso di marcia) su una mulattiera che in questo tratto è ripida (purtroppo qui ci sono rifiuti metallici e di plastica di ogni genere che un tempo venivano gettati dalla carreggiata che passa a monte); ignorando tutte le deviazioni verso destra che riportano sulla sterrata Cittaducale-Casale D’Antoni (vedi Nota2) si arriva nel punto di confluenza della Valle Ottara con il Fosso dell’Origine, quota 590 m (dalla stazione: 2,7 Km). 

Nota2: la sterrata nel Febbraio 2011 è stata asfaltata fino alla località Petèscia: prende il nome di Strada Comunale n. 10 del Terminillo, strada di montagna. Da Luglio 2015 è stata asfaltata anche il tratto che da Petèscia porta a Ficocchio. 

Si continua dritti per altri 100 metri e prima di un ponticello si sale a sinistra, uscendo di fronte ad un’antica cava (località chiamata la cava dai civitesi), guadagnando la strada sopra citata, quota 607 m (dalla stazione : 1 ora - Km 2,8). Girando a destra, percorsi pochi metri, si arriva al centro di un ampio tornante dove a sinistra c’è la sterrata che, in direzione Est, continua a risalire la Valle Ottara. 

Chi non vuole fare a piedi questa parte iniziale del percorso, può arrivare fin qui comodamente in auto. Per chi proviene da Rieti, superata la Torre Angioina di Cittaducale si imbocca a sinistra il viale con i pini, via San Francesco, si passa accanto al cimitero e si sale sempre su asfalto. Ad un trivio si va a sinistra (Via San Felice da Cantalice) salendo ancora per qualche centinaio di metri fin dove la strada va in piano, si lascia a destra la sterrata che, superato un cancello, sale al Convento dei Cappuccini e si continua su asfalto (strada comunale n. 10 del Terminillo, strada di montagna...cosi scritto su un cartello) fino a giungere presso la cava, 3 km dal paese (tra andata e ritorno si guadagnano 2 ore circa). 

Dalla cava a piedi si torna indietro (direzione Cittaducale); arrivati al centro dell’ampio tornante si trascura a sinistra la sterrata che continua a percorrere la Valle Ottara, si supera su un ponticello il fosso della stessa valle e subito dopo, su un altro ponticello, il fosso della Valle dell’Origine. 

Poco oltre, quota 604 m, inizia a sinistra il sentiero che sale a Prata Coste, come riferimento, sul lato destro della strada si trova un tombino dell’acquedotto; in caso di pioggia la parte iniziale della via è molto fangosa. Si sale ripidamente a serpentina e poi a mezza costa fino ad uscire su una sterrata che a sinistra, in pochi minuti, porta alla Fonte di Prata Coste e al suo bottino, quota 715 m (dalla stazione: 1,20 ore - ascesa 300 m). 

Cento metri più avanti si giunge ad un trivio, ancora un tombino (quasi al centro dell'incrocio), si va a sinistra continuando lungamente sull’ampia sterrata che alla fine costeggia il fosso dell’Origine. Dove questo si restringe si incontra l’Arco di San Lorenzo, quota 870 m, sopra il quale passa il tubo dell’acquedotto che parte dal bottino soprastante e che serve Cittaducale, la Fonte di Prata Coste, la località Petèscia e le Fonti di Cesa Lunga (dalla stazione: 1,50 ore). 

Pochi metri avanti si giunge su un’ampia piazzola, si sale di pochi metri a sinistra e si è di fronte al bottino, punto di congiunzione di tre sterrate; quella principale appena percorsa, una che sale ripidamente verso Nord (sinistra) e l’altra che sale in direzione Est (destra), si prende quest’ultima che con una ripida e corta salita porta alla fonte di San Lorenzo (vedi Nota3) e ad un secondo bottino, quota 900 m. 

Nota3: l’antica Fonte di San Lorenzo all’ultima mia ricognizione (inverno 2019) si trova in condizioni pietose, non c’è più acqua, in parte i muri di sostegno sono crollati ed è nascosta da una selva di rovi. Ha bisogno di un urgente restauro per conservarla ai posteri. 

Qui la sterrata termina; si attraversa il fosso (dal fondo umido e fangoso dato che pochi metri a monte c’è il bottino e la sorgente) e si prende a sinistra, direzione Nord-Est, una mulattiera che si mantiene parallela al dirupo che si ha a sinistra. Guadagnati circa 100 metri di dislivello la scarpata si fa pianeggiante (quota 1000 m) ed il fosso si biforca; ci troviamo a Sud della località Rognale in un fitto bosco (fin qui dalla stazione: 2,10 ore). 

Si supera e si trascura una sterrata (vedi nota4) che, a destra, segue la valle di Sud-Est e che porta ad un laghetto e si segue un solco coperto da fitta vegetazione in direzione Nord. 

Nota4: la sterrata è stata realizzata dai tagliaboschi nel 2008 e porta al Laghetto nei pressi del Casale Lucarelli e Casale Dentrocani; con il passare degli anni è stata cancellata della vegetazione ed è rimasto solo un sentiero (ultima ricognizione inverno 2019) 

Si rimane a sinistra rispetto l'impluvio, districandosi nella folta vegetazione, poi si curva progressivamente verso Est (destra) seguendo sempre il fosso che nel frattempo è diventato profondo. Più avanti il letto si fa meno cavo e alla fine si esce nella Valle Rimalle dove vi sono antichi ricoveri di pastori e uno stazzo ancora in uso in estate. Risalita la radura, serpeggiando tra la vegetazione che ormai la fa da padrona, si raggiunge la sterrata che a sinistra, in salita, porta a Pian de' Valli e a destra, in discesa, riporta a Cittaducale; qui termina l'escursione (dalla stazione: 2,30 ore - ascesa 700 m). 

Il ritorno si fa per la stessa via oppure si prende la sterrata a destra. 

Seguendo la strada si passa accanto ad uno stazzo, più avanti, ad un bivio dove si lascia a sinistra la carreggiata che porta al Peschio del Principe (freccia escursionistica di legno appoggiata sul tronco di un albero), poche decine di metri ancora e si trascura, a sinistra, il sentiero segnato da un cartello escursionistico di legno, che scende a Castel Sant'Angelo, a destra, in una radura, si vede la Fonte del Cignale. 

Continuando lungo la via principale si arriva al Laghetto presso il Casale Lucarelli e Casale Dentrocani (cosi scritto su IGM), quota 1030 m, dove vi è un rifugio ridotto a porcile, antichi stazzi in cemento, un fontanile e una fontana (dalla stazione: 2,50 ore ) 

Ancora avanti in falsopiano per un paio di chilometri, si tralasciano a sinistra alcune strade secondarie che portano sui Prati di Paterno e si giunge su uno slargo, punto di incrocio di un quadrivio, località Montagna Spaccata, chiamata cosi a causa di un vistoso taglio fatto nella roccia per il passaggio della sterrata, quota 970 m (dalla partenza: 3,10 ore). 

Si imbocca in discesa la prima sterrata di destra (vedi Nota5), percorsi trecento metri, al successivo incrocio, si continua dritti, alla fine ci si ricollega nuovamente alla sterrata principale. Al bivio si va a destra e dopo un centinaio di metri, al successivo bivio (presso un curvone) ancora a destra e così si ritorna al trivio dove c'è il tombino quasi al centro della strada e che abbiamo percorso all'andata. 

Nota5: si può prendere anche la seconda sterrata, che per alcune decine di metri è parallela alla prima solo che va in salita. Arrivati sul punto più alto, quota 988 m, la strada attraversa tutto il colle in direzione Nord-Ovest e passa vicino ad un alto palo di ferro fino a pochi anni fa utilizzato come asta portabandiera dal Corpo Forestale dello Stato durante le esercitazioni di tiro a fuoco per avvisare, con bandiera di colore rosso, del pericolo e dell’interdizione al passaggio di tuta la zona. Attualmente, inverno 2019, dal palo, grazie al taglio periodico del bosco, c’è un ottimo panorama su Cittaducale; vedi foto dal numero 014 al numero 019. Dopo il palo la strada inizia a scendere e si ricollega alla prima sterrata, vedi cartina 4-4 Google Earth. 

Giunti al Trivio, come sopra scritto, l’anello in pratica è chiuso, si prende a sinistra seguendo la stessa via dell’andata. Passata Prata Coste, quota 715 m, si scende alla “Cava”, quota 607 m e si prosegue lungo la Valle Ottara per la stazione ferroviaria o per Cittaducale, tempo complessivo 5 ore - ascesa 700 m - Km 15.

cartina 1-4

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cartina 2-4 

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cartina 3-4

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cartina 4-4 Google Earth

001 - Cittaducale-Prata Coste-Arco e Fonte San Lorenzo Origine-Valle Rimalle

001c - l'Arco di San Lorenzo, 870 m, località L'Origine

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002 - Fonte di San Lorenzo 900 m, località L'Origine

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003 - la Valle Rimalle 1115 m, in fondo i Monti Sabini

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004 - antico stazzo nella Valle Rimalle

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005 - la Fonte del Cignale 1072 m

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006 - laghetto nei pressi del Casale Lucarelli

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007 - laghetto nei pressi del Casale Lucarelli

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008 - il rifugio ridotto a porcile, presso il Laghetto del Casale Lucarelli

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009 - fontanile presso il Casale Lucarelli

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010 - un antico trattore utilizzato per il trasporto del legname presso il laghetto

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011 - un antico cartello stradale lungo la sterrata che da Cesa Lunga porta a Fonte San Lorenzo

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012 - il cilindro di ferro con la catena che chiudeva al traffico alcune sterrate

Nota: Le sterrate secondarie, fino a qualche anno fa, erano chiuse al traffico da una caratteristica sbarra

formata da due grossi cilindri di ferro collegati tra loro da una massiccia catena, ora è stato tutto distrutto.

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013 - qui la catena manca….., sarà stata utilizzata per altri scopi....

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014 - il palo portabandiera, foto Maggio 2019, utilizzato fino a qualche anno fa dal Corpo Forestale dello Stato. Con la

bandiera rossa la zona era interdetta al passaggio a piedi o con qualsiasi mezzo a causa delle esercitazioni di tiro a fuoco

(dello stesso Ente o dell'Esercito Italiano)

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015 - Cittaducale vista dal palo portabandiera approfittando del taglio ciclico del bosco (Maggio 2019)

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016 - particolare di Cittaducale vista dal palo portabandiera approfittando del taglio ciclico del bosco

016 

017 - particolare di Cittaducale vista dal palo portabandiera

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018 - altro particolare di Cittaducale vista dal palo portabandiera

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019 - la Centrale Enel di Cotilia vista dal palo portabandiera (Maggio 2019)

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