Cippi di Confine PAPALINI-BORBONICI

A cura di Giuseppe Albrizio

PREMESSA

Durante le mie escursioni sui Monti Reatini mi sono imbattuto frequentemente  in "Grossi Ometti di Pietra" di oltre un  metro di altezza costituiti da un basamento quadrato e da una colonnina di diametro variabile da trentacinque a cinquanta centimetri (alcuni erano ritti conficcati nel terreno, altri inclinati e altri atterrati).

 

Termine n° 13, a Sud-Est di Monte Dell'Acquasanta, Monti Ausoni, quota 622 m

013d

Colonnetta n° 48 a Sud Est della Forcella Pica, Monti Ausoni

048d

 

Guardandoli attentamente ho notato che presentavano delle incisioni; sulla testa  dell’Ometto vi era  scolpita una linea (a volte diritta, a volte curva), da un lato vi era scolpito un giglio con sotto un numero (sempre diverso da "Ometto" a "Ometto") ed infine,  dall’altro lato, due chiavi incrociate con sotto una data.

 

la testa del Cippo n° 17 con incisa la linea di confine

017p

Vado di Fra Paolo 750 m, il giglio Borbonico e il numero progressivo, Cippo n° 37

037i

le chiavi di San Pietro e la data di apposizione in perfetto stato, Cippo n° 11

011n

 

Meravigliato da queste enormi pietre, mi sono chiesto a cosa  servissero, chi poteva averle portate in quei luoghi  impervi e con quale mezzo.

Dopo varie ricerche ho scoperto che i  "Famosi Ometti di Pietra" non erano altro che i Termini di confine che delimitavano lo Stato Pontificio dal Regno delle Due Sicilie  (o Regno Borbonico).

Il mio divertimento consiste nel ricercarli uno ad uno e fotografarli.