Cippi di Confine PAPALINI-BORBONICI
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A cura di Giuseppe Albrizio PREMESSA Durante le mie escursioni sui Monti Reatini mi sono imbattuto frequentemente in "Grossi Ometti di Pietra" di oltre un metro di altezza costituiti da un basamento quadrato e da una colonnina di diametro variabile da trentacinque a cinquanta centimetri (alcuni erano ritti conficcati nel terreno, altri inclinati e altri atterrati).
Termine n°
Colonnetta n°
Guardandoli attentamente ho notato che presentavano delle incisioni; sulla testa dell’Ometto vi era scolpita una linea (a volte diritta, a volte curva), da un lato vi era scolpito un giglio con sotto un numero (sempre diverso da "Ometto" a "Ometto") ed infine, dall’altro lato, due chiavi incrociate con sotto una data.
la testa del Cippo n° 17 con incisa la linea di confine
Vado di Fra Paolo
le chiavi di San Pietro e la data di apposizione in perfetto stato, Cippo n° 11
Meravigliato da queste enormi pietre, mi sono chiesto a cosa servissero, chi poteva averle portate in quei luoghi impervi e con quale mezzo. Dopo varie ricerche ho scoperto che i "Famosi Ometti di Pietra" non erano altro che i Termini di confine che delimitavano lo Stato Pontificio dal Regno delle Due Sicilie (o Regno Borbonico). Il mio divertimento consiste nel ricercarli uno ad uno e fotografarli. |
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