Appennino oltre i 2000 metri

Rava del Ferro: Monte Pescofalcone-Cima dei Tre Portoni-Cima Pomilio-Monte Sant’Angelo-Monte Rotondo

Monte Pescofalcone-Cima dei Tre Portoni-

Cima Pomilio-Monte Sant’Angelo-Monte Rotondo

dalla Rava del Ferro

Introduzione:

Tempo complessivo della gita 9 ore - ascesa 1650 m - Km 15

Escursione effettuata a Giugno 2017 - Traccia GPX

altri percorsi:

Cima Pomilio-Monte Sant'Angelo-Monte Rotondo

Monte Rapina-Monte Pescofalcone dal Guado San Antonio

Fare riferimento alla cartina:

PARCO NAZIONALE della MAJELLA - Carta Escursionistica - scala 1:25.000 - EDIZIONE 2016

Percorso auto:

Dall’Autostrada A24 Roma-L’Aquila-Teramo e poi A25 per Pescara (Strada dei Parchi) si esce al casello Pratola Peligna-Sulmona. Si imbocca la SS 17 che aggira i due paesi tenendoli a destra. Ad un incrocio si gira a sinistra per i paesi di Pacentro-Cansano-Campo di Giove.

Al successivo bivio si seguono le indicazioni per Cansano-Campo di Giove (non si prende per Pacentro, come sarebbe più logico, perché la strada che porta al Passo San Leonardo da questa località è chiusa al traffico per frana). Attraversato il paese di Campo di Giove al bivio con la Strada Provinciale N 54 si svolta a sinistra direzione Passo San Leonardo-Roccacaramanico.

Giunti al valico si continua in auto in discesa per circa 3,7 Km fino all’incrocio, sulla destra, con la strada per la Rava del Ferro (quota 1130 m circa), ci sono indicazioni. Si sale a svolte su una via un tempo asfaltata; ora alcuni tratti sono dissestati con buche, altri sono ritornati sterrati. Comunque, con un po’ di attenzione, anche con i mezzi normali, si riesce ad arrivare fino alla fine della carrozzabile, quota 1510 m..

Conviene parcheggiare nel bosco 200 metri prima che la strada termina. 

Descrizione:

Si segue il sentiero B5 che sale a svolte nel bosco in direzione Est. Usciti presto dalla macchia si traversa in direzione Nord-Est e si entra nel canale roccioso chiamato Rava del Ferro.

Senza possibilità d’errore si risale la Rava che prende la direzione Est cercando di evitare le ghiaie mobili, nella progressione siamo aiutati da segni di vernice bianco-rosso e da omini di pietra. La salita è ripida e faticosa, altrettanto impegnativa sarà la discesa.

L’ambiente è imponente, siamo circondati da magnifici balzi di roccia verticali che incutono timore; qua e là, sui massi inaccessibili ai lupi, riposano i camosci.

C’è il pericolo che qualche roccia precipiti dall’alto rimbalzando più volte in maniera anomala portando con se altre pietre, bisogna fare la massima attenzione.

Più in alto la valle si fa meno impervia allargandosi e il sentiero segnato piega decisamente a Sud in direzione del Monte Amaro, quota 2470 m. Lo si lascia e si prosegue in direzione Est tra massi, breccia e poi su terreno più compatto fino a raggiungere la sella di quota 2575 m tra il Monte Pescofalcone a sinistra (Nord) e la Cima dei Tre Portoni a Sud (3,45 ore - ascesa 1050 m - Km 3,7).

Facilmente, seguendo l’ampia cresta (direzione Nord), che a destra precipita nella Rava del Diavolo, si guadagna la vetta del Pescofalcone, 2657 m (15 minuti - ascesa 100 m - Km 0,5). Senza problemi si ritorna alla sella e si sale dall’altra parte sulla Cima dei Tre Portoni, 2673 m (20 minuti - ascesa 100 m - Km 1,3).

Dalla Cima dei Tre Portoni, seguendo il sentiero segnato, direzione Est, si scende fino a toccare la massima depressione del Terzo Portone (2550 m) e quella del Secondo Portone (2566 m) per poi risalire fino alla Cima Pomilio 2656 m (40 minuti - ascesa 120 m - Km 1,7).

Si prosegue in direzione Sud verso la cima rocciosa di Monte Sant’Angelo che si raggiunge aggirando la vetta sulla destra fino a trovare un facile ed evidente canalino che ci porta sul punto più alto, 2669 m, dove da qualche anno è stata piantata una bella Croce d’acciaio (20 minuti - ascesa 50 m - Km 1).

Dopo aver percorso a ritroso un piccolo tratto fatto all’andata si piega a mezza costa in direzione Nord-Ovest puntando direttamente alla sella del Secondo Portone (2566 m) da dove, sempre nella stessa direzione, si risale dall’altra parte sul Monte Rotondo, 2658 m, passando su una cresta piena di grandi sassi (40 minuti - ascesa 100m - Km 1,8).

In discesa dal Monte Rotondo si percorre la cresta Sud e poi Ovest raggiungendo, con un po’ di difficoltà (bisogna districarsi tra grossi massi e breccia) il sentiero percorso all’andata che ci porta alla base di partenza (3 ore - ascesa 100 m - Km 5)

cartina

001 - Rava del Ferro

001 - …Giunti al valico (Passo San Leonardo) si continua in auto in discesa per circa 3,7 Km fino all’incrocio, sulla destra, con la strada per la

Rava del Ferro (quota 1130 m circa)…

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002 - … ci sono indicazioni…per la Rava del Ferro

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003 - verso l’ingresso della Rava del Ferro

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004 - la strettoia iniziale, si nota il fiume di breccia

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004a - montagna visionaria "l'uomo dormiente"

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005 - si sale tra breccia e sassi

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006 - uno sguardo all’indietro

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007 - la salita è sempre ripida

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008 - quando è possibile si cerca di evitare la breccia mobile

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009 - l’ambiente è molto selvaggio

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010 - enormi accumuli di sassi

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011 - la salita per alcuni tratti è facilitata dai gradini naturali sull’erba

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012 - un pietraio; scomodo in salita e non scorrevole in discesa

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013 - ancora uno sguardo all’indietro, resiste ancora qualche lingua di neve

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014 - …C’è il pericolo che qualche roccia precipiti dall’alto rimbalzando più volte in maniera anomala…

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015 -  …L’ambiente è imponente, siamo circondati da magnifici balzi di roccia verticali…

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016 - camosci

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017 - camoscio nella Rava del Ferro

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018 - camoscio, particolare

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019 - il brecciaio…infinito

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020 - pareti verticali di roccia che chiudono la Rava a destra

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021 - pareti verticali che chiudono la Rava a sinistra

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022 - il brecciaio sempre ripido

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023 - un bel salto di roccia

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024 - salendo lungo la Rava del Ferro

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025 - il brecciaio sempre in continuo movimento

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026 - alcuni pini mughi cercano di fermare il brecciaio

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027 - uno sguardo al percorso appena fatto

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028 - …più in alto la valle si fa meno impervia

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029 - residui di nevai che al ritorno permettono una comoda discesa

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030 - ultimo strappo prima di raggiungere la sella che segna la fine della Rava

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031 - salendo verso il Monte Pescofalcone

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032 - Monte Pescofalcone

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033 - particolare della targa sul Monte Pescofalcone

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034 - dalla Cima dei Tre Portoni vista del Monte Amaro

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035 - Cima Pomilio e Monte Sant’Angelo

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036 - dalla Cima Pomilio vista di Monte Sant’Angelo

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037 - Monte Sant’Angelo

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038 - il canalino che porta in vetta

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039 - la Croce di vetta di Monte Sant’Angelo

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040 - la cresta pietrosa del Monte Rotondo

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