Appennino oltre i 2000 metri

Monte Morrone-Cima Mucchia di Pacentro-Colle della Croce-Monte le Mucchia; dal vecchio cimitero di Roccacaramanico

Monte Morrone, Cima Mucchia di Pacentro

Colle della Croce-Monte le Mucchia

dal vecchio cimitero di Roccacaramanico

giro ad anello

Introduzione:

Base di partenza Roccacaramanico, frazione del comune di San Eufemia a Majella, provincia di Pescara.

Sentieri segnati anche se in alcuni tratti la traccia non è sempre evidente.

Nota:

se si sceglie di fare una parte del percorso ci sono parecchie alternative con tempi decisamente più bassi: ad esempio partenza da Roccacaramanico, salita al Monte Morrone e poi al Colle della Croce e tornare indietro per la stessa via (all'andata si può evitare di toccare prima il Monte Morrone e puntare direttamente al Colle della Croce risparmiando un ascesa di 50 metri e una distanza di qualche centinaia di metri), oppure fare un anello salendo sul Monte Morrone evitando di toccare sia il Colle della Croce che la cima Monte le Mucchia, o ancora fare l’anello salendo solo sul Monte le Mucchia ecc…ecc…

Tempo complessivo del giro: 9,30 ore - ascesa 1750 m - Km 24 - Traccia GPX

Tempo di salita per il Monte Morrone: 3 ore, ascesa 1000 m, Km 6,8

Tempo di salita dal Monte Morrone al Colle della Croce e “le Croci”, tra andata e ritorno: 2 ore - ascesa 360 m - Km 5,5

Tempo di salita dal Monte Morrone alla Cima Mucchia di Pacentro: 0,45 ore, ascesa 200 m, Km 2,2

Tempo di salita dalla cima Mucchia di Pacentro alla cima Monte le Mucchia: 1,15 ore - ascesa 120 m - Km 1,8

Tempo dal Monte la Mucchia al Casale Capoposto: 0,35 ore - Km 2

Tempo dal Casale Capoposto alla lapide e rifugio Diana e Tamara, tra andata e ritorno: 0,20 ore - ascesa 50 m - Km 1,4

Tempo dal Casale Capoposto a Roccacaramanico: 1,30 ore - Km 4.

Fare riferimento alla cartina "CLUB ALPINO ITALIANO, Sezione di Sulmona, PARCO NAZIONALE MAJELLA - MORRONE, MONTAGNE DEL MORRONE (LA MONTAGNA DI CELESTINO V), CARTA DEI SENTIERI, Scala 1:25000, Litografia Artistica Cartografica, Firenze”

escursione effettuata a Settembre 2012 e ad Agosto 2019

le foto numerate con una lettera minuscola finale e dal numero 035 al numero 050 sono state scattate ad Agosto 2019

Nota1:

Pietro del Morrone che diventerà Papa Celestino V (nato nel 1209 o 1210) entrò nel monastero benedettino di Santa Maria in Faifoli (Molise) nel 1230. Il giovane monaco rimase nel convento solo due anni poi iniziò la sua ricerca per poter servire Dio soprattutto come eremita. Nel 1233-1234 si recò a Roma (dove venne ordinato sacerdote) per ottenere dal Papa il permesso di dedicarsi alla vita eremitica. Dopo il ritorno in Abruzzo e una breve sosta nel monastero di San Giovanni in Venere (San Vito Chietino) ebbe dall’abate l’autorizzazione a ritirarsi sul Monte Morrone dove rimase dal 1235 al 1240. Qui sperimentò la solitudine assoluta e la totale povertà. E qui, quando cominciò a diffondersi la fama della sua santità e delle guarigioni da lui operate, cominciò l’accorrere di folle sempre più numerose di fedeli….”tratto dall’opuscolo di Giuseppe Molinari, Arcivescovo Metropolita di L’Aquila, SAN PIETRO CELESTINO, il profeta del perdono, taueditrice”.

Percorso auto:

Dall’autostrada A24 Roma-L’Aquila-Teramo e poi A25 direzione Pescara (Strade dei Parchi) si esce al casello di Pratola Peligna-Sulmona. Imboccata la Strada Statale dell’Appennino Abruzzese ed Appulo Sannitica N° 17 ad un incrocio si gira a sinistra per i paesi di Pacentro-Cansano-Campo di Giove; al successivo bivio si va a sinistra per Pacentro (vedi NOTA2 e NOTA3). Usciti dall’abitato si sale verso il Guado San Leonardo-Campo di Giove, raggiunto il crocevia di quota 1227 m si prende a sinistra per il Guado San Leonardo (1282 m). Superato il passo si scende dall’altra parte fino al paese di Roccacaramanico dove si può parcheggiare su uno spiazzo a sinistra prima dell’ingresso dell’abitato, oppure continuando in auto, appena entrati nel borgo si va a destra seguendo lo stradino (indicazioni) che porta al vecchio cimitero, parte alta del paese, dove si parcheggia 1080 m (si guadagna poco tempo).

NOTA2:

l'escursione descritta è stata effettuata a Settembre 2012, a quel tempo la strada che da Pacentro portava al Passo San Leonardo era aperta. Da qualche anno, per una frana, c'è il divieto di transito. Attualmente (Maggio 2017) per arrivare al Passo, al bivio sopra detto, bisogna continuare per Cansano-Campo di Giove. Attraversato il paese di Campo di Giove, all'incrocio si prende a sinistra la Strada Provinciale N 54 per Passo San Leonardo. 

NOTA3:

nell’escursione effettuata ad Agosto 2019 dal Passo San Leonardo sono sceso verso Sulmona dalla strada che passa per Pacentro, la strada era aperta anche se non hanno ancora levato i cartelli di divieto di transito.

Descrizione:

Dal vecchio cimitero si percorre la sterrata che subito si biforca, si prosegue a destra (Nord-Ovest) su una strada pianeggiante, si lascia a sinistra un’altra sterrata che sale nel bosco e dopo 30 minuti di marcia (2 Km circa dalla partenza) si incontra, sul bordo destro della via, un masso con sopra una scritta, un po’ sbiadita, che ci avverte che poco più avanti, 80 metri, c’è il bivio per il Monte Morrone. La località dove parte il sentiero (ben segnato), è la Rava del Confine, quota 1097 m.

Si sale ripidamente nel bosco a serpentina su una mulattiera dal fondo comodo (con pochi sassi) direzione Sud-Ovest. Si costeggia il Fosso della Rava del Confine che presenta segni di recenti valanghe, ci sono numerosi alberi sradicati. Dopo 30 minuti di faticosa salita il sentiero diventa più agevole e sale a mezza costa verso destra (Nord-Ovest). Attraversate alcune radure si esce definitivamente dal bosco, si superano alcuni costoni secondari, si gira progressivamente verso sinistra (Ovest) e si entra nella conca prativa detta Jaccio della Madonna vicino all’omonimo rifugio (Rifugio Jaccio della Madonna 1786 m) restaurato nell’anno 2005, gestito dal CAI di Pescara e con una stanza sempre aperta (2 ore da Roccacaramanico - Km 5,1 - ascesa 700 m).

Ripreso il sentiero si raggiunge l’estremità settentrionale della conca, dove ci sono antichi stazzi delimitati da muri a secco, da qui si sale in direzione Nord verso la dorsale principale seguendola con un giro antiorario a ferro di cavallo fino a raggiungere la Croce di vetta del Monte Morrone 2061 m, ottimo il panorama sulla catena del Gran Sasso e la costa del Mar Adriatico (1 ora dal Rifugio - 3 ore dall’auto - Km totali 6,8 - ascesa totale 1000 m).

Dalla vetta del Morrone, per raggiungere il Colle della Croce, quota 1901 m, si può fare una deviazione verso Nord-Ovest, ruotando progressivamente in senso antiorario. Si rimane il più possibile in cresta, facile e quasi sempre erbosa, evitando di perdere troppa quota. Si attraversa un altopiano dove ci sono due pozzanghere utilizzate dai cavalli al pascolo e, sempre in cresta, si passano le quote di 1987 m, 1990 m e 1943 m: qui si devia a sinistra, Sud-Ovest.

In discesa, lungo la facile dorsale, si raggiunge l’ultimo colle oltre il quale la montagna precipita verso la piana di Sulmona e Pratola Peligna, c’è un piccolo omino di pietre, su IGM il punto è chiamato Colle della Croce, quota 1901 m, eccezionale panorama sui paesi sottostanti e su alcune montagne dell’Aremogna (dal Monte Morrone: 40 minuti - ascesa circa 100 m - Km 2).

In realtà mentre si raggiunge la quota 1901 m si vede sulla destra del colle, in fondo lungo la sua dorsale, una grossa Croce con due persone che la stanno “ammirando”, questi individui stanno in piedi e non si muovono mai. Non si può fare a meno di andare a curiosare.

Si continua lungo la cresta e mentre ci si avvicina si capisce che quelle persone sono due grandi statue sacre che guardano e proteggono tutti i paesi sottostanti dall’alto del Vallone Coppo Rosso (c’è pure un altare con una piccola Croce e a fianco alla grande Croce, oltre alle statue, si trova una Croce di dimensioni più corte), il luogo è conosciuto come “le Croci”, quota 1896 m (dal Colle delle Croci 15 minuti - ascesa 30 m - Km 0,7).

Si ritorna sul Monte Morrone per la stessa via (1 ora - ascesa 230 m - Km 2,7)

Dalla cima del Morrone si scende per l’ampia cresta Sud-Est fino ad una sella (1888 m) da dove si risale, senza via obbligata, fin sulla cima Mucchia di Pacentro 2001 m; bella vista, in direzione Nord, sul sottostante pianoro Jaccio della Madonna con l’omonimo lago (dal Monte Morrone: 45 minuti - ascesa 200 m - Km 2,2).

Si prosegue ancora nella stessa direzione lungo una cresta a saliscendi fino a raggiungere la cima meridionale di Mucchia di Pacentro 2000 m (10 minuti), ottimo il panorama sulla Majella. Ancora avanti lungo la dorsale fino a quota 1970 m circa dove si inizia a scendere a sinistra verso il fondo della valle che si raggiunge a quota 1880 m.

Si segue la valle a destra (Sud-Est) che più in basso prende il nome “il Vallone”; percorsi 200 metri nel fondo erboso, a quota 1860 m, si sale a sinistra e senza problemi si arriva sulla cima di Monte le Mucchia, quota 1986 m (dal Monte Morrone 2 ore - ascesa 320 m - Km 4)

Ritornati nella valle “il Vallone” si continua a scendere seguendo un evidente sentiero che rimane a sinistra del letto del fosso, quando questo inizia a farsi molto marcato, a scendere ripidamente e ruota verso Est, sinistra, (quota 1760 m) lo si attraversa e si prosegue in direzione Sud, destra. Superata una piccola spalla si entra nella piana erbosa del Casale Capoposto (stazzo ancora utilizzato dai pastori, quota 1755 m), località Mandra Castrata-la Piscina (dal Monte le Mucchia: 35 minuti - Km 2)

Passato lo stazzo si è ad una biforcazione, a sinistra si prosegue in direzione di Guado San Leonardo-Roccacaramanico, a destra, seguendo la sterrata di servizio allo stazzo, si arriva in pochi minuti alla Croce e alla lapide che ricorda una disgrazia avvenuta in questo luogo, l’uccisione di due ragazze escursioniste nell’Agosto del 1997 da parte di un folle pastore, vedi la Repubblica-Archivio; nei pressi c’è un rifugio, Capanna Sociale, dedicato dalla Sezione di Sulmona a Diana e Tamara, quota 1770 (tempo di andata e ritorno dalla biforcazione: 20 minuti - ascesa 50 m - Km 1,4).

Ritornati all’incrocio, spalle al Casale Capoposto, si prende il sentiero di sinistra direzione Guado San Leonardo-Roccacaramanico; dopo aver percorso 500 metri quasi in piano, al successivo incrocio, quota 1728 m, si va a sinistra seguendo un ottimo sentiero a tornanti che perde velocemente quota sulla dorsale boscosa a sinistra (senso di marcia e orografico) della Rava dell’Inferno, direzione Est Nord-Est, il sentiero è conosciuto come “direttissima”.

Più in basso, quota 1280 m, si entra nel vallone, destra, per abbandonarlo subito e spostarsi a mezza costa in direzione Nord Nord-Est, sinistra. Si attraversa sotto ai salti di roccia della Costa del Sole e a quota 1200 m circa bisogna passare un tratto del sentiero franato (quasi in corrispondenza del Fosso di Ponte Luciano). Ancora un piccolo tratto, a destra abbiamo un bottino, e si giunge all’incrocio con il sentiero percorso la mattina, pochi minuti e si è presso il vecchio cimitero dove si conclude l’escursione (dal Casale Capoposto: 1,30 ore - Km 4).

cartina

cartina M Morrone-Colle della Croce-Cima Mucchi di Pacentro-Monte le Mucchia

001 - tabelle all’ingresso del paese di Roccacaramanico

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002 - la chiesa del vecchio cimitero

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003 - tabella sulla facciata della chiesa del vecchio cimitero

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003a - nuova segnaletica, ricognizione Agosto 2019

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003b - Roccacaramanico

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004 - la scritta su un masso avverte che ottanta metri più avanti inizia il sentiero per il Monte

Morrone

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005 - Roccacaramanico e la Majella

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006 - la segnaletica prende la lettera S (Sentiero dello Spirito)

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006a - fosso della Rava del Confine con evidenti segni di valanghe

 

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007 - si attraversano alcune radure con ampi panorami

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008 - Caramanico Terme e la costa del Mar Adriatico

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009 - San Eufemia a Majella, Monte Pescofalcone e Monte Amaro

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010 - Roccacaramanico, Monte Pescofalcone e Monte Amaro

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011 - all’uscita dal bosco si superano alcuni costoni secondari

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011a - radure erbose

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011b - il sentiero anche se nascosto dall’erba è evidente

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012 - in fondo il Monte Morrone

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013 - il Rifugio Jaccio della Madonna 1786 m con l’omonima conca prativa e la Cima Mucchia di

Pacentro 2001 m

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014 - il Rifugio Jaccio della Madonna 1786 m

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014a - la stanza sempre aperta del Rifugio Jaccio della Madonna 1786 m

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015 - sopra la porta d’ingresso del Rifugio

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016 - un masso che ci indica la via per il Monte Morrone

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017 - il Rifugio Jaccio della Madonna e in fondo la Majella visti salendo sul Monte Morrone

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018 - la conca prativa Jaccio della Madonna e la Cima Mucchia di Pacentro

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019 - salendo sul Monte Morrone, in fondo il Gruppo del Gran Sasso

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020 - salendo sul Monte Morrone vista del Gruppo Velino-Sirente (in particolare si notano i canaloni del

Sirente)

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021 - salendo sul Monte Morrone vista della costa adriatica della provincia di Pescara e Chieti

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022 - la vetta del Monte Morrone 2061 m

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022a - una radura tra il Monte Morrone e il Colle della Croce

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022b - il percorso per il Colle della Croce

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022c - il Colle della croce sempre più vicino

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022d - dal Colle della Croce 1901 m

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022e - località le Croci 1896 m

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022f - particolare delle grandi statue sacre

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022g - “le Croci” a protezione dei paesi sottostanti

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022h - un piccolo altare

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022i - Vallone Coppo Rosso

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022j - segnaletica metallica a quasi 2000 metri; cerca di resistere alle intemperie, ma per

quando ancora?

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023 - sulla vetta del Monte Morrone 2061 m

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024 - presso la Croce di vetta del Monte Morrone 2061 m

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024a - la cima del Monte Morrone (ricognizione Agosto 2019)

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025 - dal Monte Morrone alla Cima di Mucchia di Pacentro

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026 - …dal Monte Morrone si continua per l’ampia cresta Sud-Est fino ad una sella…

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027 - …da dove si risale senza via obbligata sulla Cima Mucchia di Pacentro…

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028 - salendo sulla Cima Mucchia di Pacentro 2001 m, bella vista sul sottostante pianoro Jaccio

della Madonna, largo circa 200 metri e lungo 1 chilometro con andamento Nord-Sud

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028a - il Monte Morrone a sinistra e la piana Iaccio della Madonna

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028b - Lago della Madonna 1771 m

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029 - la Cima Mucchia di Pacentro 2001 m, in fondo il Monte Morrone

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030 - sulla Cima di Mucchia di Pacentro 2001 m

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031 - dalla Cima Mucchia di Pacentro…si continua ancora nella stessa direzione (Sud-Est) per

circa 600 m lungo una cresta a saliscendi fino a raggiungere la Cima Meridionale di Mucchia di

Pacentro 2000 m (10 minuti)…

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032 - il Monte Morrone visto dalla Cima Meridionale di Mucchia di Pacentro 2000 m

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033 - dalla Cima Meridionale di Mucchia di Pacentro uno sguardo verso la Valle il Vallone, il

Monte Mileto 1920 m, Guado di Coccia e il Monte Porrara

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034 - dalla Cima Meridionale di Mucchia di Pacentro uno sguardo verso il Monte Mileto e il

Morrone di Pacentro 1800 m

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035 - il valico tra la piana Iaccio della Madonna ed il Vallone

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036 - il Vallone

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037 - il Vallone, sulla destra Monte le Mucchia

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038 - Casale Capoposto 1755 m

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039 - particolare del Casale Capoposto utilizzato come stazzo

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040 - bivio nei pressi del Casale Capoposto

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041 - una cisterna

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042 - Croce e lapide che ricorda una disgrazia avvenuta in questo luogo; l’uccisione di due

ragazze escursioniste nell’Agosto del 1997 da parte di un folle pastore

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043 - particolare della lapide

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044 - il Rifugio Capanna Sociale Diana e Tamara

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045 - la scritta all’ingresso del Rifugio

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046 - una cisterna nei pressi del Rifugio Diana e Tamara

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047 - …Ritornati all’incrocio, spalle al Casale Capoposto, si prende il sentiero di sinistra

direzione Guado San Leonardo-Roccacaramanico; dopo aver percorso 500 metri quasi in

piano, al successivo incrocio, quota 1728 m, si va a sinistra seguendo un ottimo sentiero a

tornanti che perde velocemente quota sulla dorsale boscosa a sinistra (senso di marcia e

orografico) della Rava dell’Inferno…

047

048 – la discesa nel bosco

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049 - …Si attraversa sotto ai salti di roccia della Costa del Sole…

049

050 - …a quota 1200 m circa bisogna passare un tratto del sentiero franato (quasi in

corrispondenza del Fosso di Ponte Luciano)…

050