Appennino oltre i 2000 metri

Punta dei Due - Campanile Livia

Punta dei Due - Campanile Livia

Corno Piccolo (Gran Sasso d’Italia)

da Prati di Tivo

Introduzione:

L’itinerario è un percorso alpinistico, la descrizione sotto riportata da’ soltanto un’idea di quello che si andrà ad affrontare e non deve essere presa alla “lettera” (non pretende e  non è una relazione della salita nei minimi particolari).

Per questa impresa fatta insieme a Roberta Capannolo, Gemma Cerini e Pasqualino De Michelis ci siamo fatti accompagnare dalla fortissima guida alpina Leandro Giannangeli “il camoscio d’Assergi” e dal capo cordata, altrettanto forte, Enrico Antonetti dell’Aquila.

Fare riferimento alla cartina "Gran Sasso, 1:25.000, escursionismo e scialpinismo, Edizioni IL Lupo".

Escursione effettuata il 10 Agosto 2017

Tempo totale circa 9 ore - ascesa 850 m - Km 10 - Traccia GPX

Nota 1:

Alla base della rampa, 2510 m, che sale alla forchetta tra il Campanile Livia e la Punta dei Due si può arrivare anche da Campo Imperatore passando dal Passo del Cannone oppure dalla Ferrata Brizio.

La Ferrata Brizio è la via più veloce anche se è chiusa perché priva di manutenzione (ci passa comunque tanta gente). Naturalmente nei tratti più esposti, dove le corde fisse d’acciaio e le scalette sono in pessimo stato, conviene assicurarsi con una corda.

Tempo totale circa 10,30 ore - ascesa 800 m - Km 14 - Traccia GPX

Nota 2:

Le tracce GPX qui riportate non sono precise, soprattutto la parte che riguarda la scalata vera e propria, dato che si passa tra torrioni e strettoie che peggiorano la ricezione dei satelliti; quindi non affidarsi più di tanto al GPS

Le cartine Google Earth non le ho pubblicate perché essendo un itinerario alpinistico che si sviluppa soprattutto in altezza non “rendono”

Accesso in auto:

La base di partenza dell'escursione, Prati di Tivo, si raggiunge per chi proviene da Roma percorrendo la Strada dei Parchi (autostrada A24 Roma-L'Aquila).

Usciti al casello L'Aquila Ovest si prende la Strada Statale 80 del Gran Sasso direzione Teramo, passato il Passo delle Capannelle (quota 1300 m) si scende lungamente dall'altra parte fino al bivio per Pietracamela-Prati di Tivo.

Chi non se la sente di percorrere, per tutta la sua lunghezza, la strada di montagna S.S. 80 anziché uscire a L'Aquila Ovest può continuare a percorrere l'autostrada, oltrepassare il lungo traforo del Gran Sasso (10 Km), e uscire al casello Colledara-San Gabriele-Prati di Tivo, da qui si prosegue per Montorio al Vomano e si imbocca la S.S. 80 a ritroso fino al bivio per Pietracamela-Prati di Tivo (i tempi di percorrenza non cambiano).

Descrizione:

Dai Prati di Tivo si prende l’ovovia che in 10 minuti ci porta da quota 1449 m a quota 2007 m località “la Madonnina”.

Se l’impianto di risalita è chiuso conviene, dal piazzale dei Prati di Tivo, proseguire in auto (fronte montagna a sinistra, Est) su strada asfaltata, fino alla località Piana del Laghetto, quota 1650 m (sella tra la Cima Alta 1715 m e l’Arapietra 1896 m) e da qui raggiungere, a piedi per ampia dorsale, la Madonnina, passando per il caratteristico Albergo diruto (45 minuti).

Si continua a salire su un sentiero molto evidente, si trascura a destra il sentiero attrezzato Pier Paolo Ventricini e si entra, a sinistra, nella Valle delle Cornacchie superando il Passo delle Scalette. Dopo circa 20 minuti (i tempi qui riportati sono sempre riferiti, se non altrimenti specificati, alla località “la Madonnina”) si supera un delicato passaggio esposto ad Est ma facilitato da una lunga corda fissa d’acciaio. Con una serie numerosa di tornanti si giunge al Rifugio Carlo Franchetti (quota 2433 m) 1,15 ore.

Dal Rifugio si sale in direzione Sud puntando all’evidente Sella dei Due Corni (quota 2547 m) che si raggiunge dopo esser passati vicino alla base del brecciaio della morena del Ghiacciaio del Calderone. Poco prima del valico c’è una biforcazione, il sentiero di sinistra porta verso il Corno Grande (ci sono le indicazioni scritte con vernice nera su un masso), si continua dritti uscendo sulla Sella dei Due Corni, 2547 m, di fronte alle Fiamme di Pietra, 20 minuti dal Rifugio (tempo complessivo fin qui 1,35 ore - ascesa 550 m - Km 3).

Si scende ripidamente nel Vallone dei Ginepri costeggiando le pareti delle Fiamme di Pietra e si giunge alla base della rampa che sale alla forcella tra il Campanile Livia a sinistra e la Punta dei Due a destra, quota 2510 m (1,45 ore dalla Madonnina - ascesa 550 m - Km 3,3).

Si sale l’evidente rampa (70 metri, I - II - passi di III); la prima parte è ghiaiosa poi è un camino roccioso. Raggiunta la forcella, spalle alla Punta dei Due, si piega a destra e si sale lungo una fessura (II - III) fino sulla vetta del Campanile Livia 2580 m.

Ritornati sulla selletta, questa volta spalle al Campanile Livia, si segue una incrinatura a destra del filo di cresta e poi una spaccatura fino ad un piccolo ripiano. Si continua a salire l’intaglio, si traversa a destra, si entra in un altro solco ed infine si sale direttamente per rocce più facili fino alla vetta, Punta dei Due 2608 m (tratti di II - III - IV).

Ora si va ad intercettare la via Chiaraviglio-Berthelet scendendo in doppia su una larga cengia, in direzione Nord, che si affaccia nella Valle delle Cornacchie (in basso si vede il Rifugio Franchetti). Qui il percorso è segnato da triangoli e frecce di vernice verde.

Si cammina tra i pinnacoli rocciosi a saliscendi in un ambiente stupendo ed inimmaginabile. Alcuni torrioni si aggirano sulla destra affacciandosi ancora nella Valle delle Cornacchie (tratti di III - III+ esposti).

Si oltrepassa un incredibile ampio intaglio “la finestra” con una stupenda visuale sulla morena del ghiacciaio del Calderone e sulle vette del Corno Grande e si arriva sul bordo di un pozzo dove bisogna calarsi (IV); toccato il fondo ci si affaccia sulla Valle dei Ginepri e la Val Maone.

Ancora avanti sempre con percorso aereo fino a superare uno spigolo molto esposto "la mitra" ed arrivare alla cengia del “pendolo”: si traversa prima in piedi e poi seguendo una fessura per le mani (III - IV molto esposto) e si raggiunge la via Danesi tra la prima e la seconda scaletta. Seguendo in discesa la via ferrata si torna alla base della rampa, quota 2510 m, dove si conclude l’anello.

Per la via d’andata si ritorna alla Madonnina e a Prati di Tivo.

001 - la Punta dei Due e il Campanile Livia visti dalla Valle dei Ginepri

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001a - la Punta dei Due e a sinistra il Campanile Livia visti dalla Sella dei Due Corni

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001b - la Punta dei Due e a sinistra il Campanile Livia visti dalle ghiaie della Valle dei Ginepri

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002 - preparazione della salita

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003 - Leandro parte per primo…

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004 - …segue Pasqualino…

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005 - il camino roccioso della prima rampa

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006 - Enrico sulla forcella tra la Punta dei Due e il Campanile Livia

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007 - fessura da seguire per la vetta del Campanile Livia

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008 - sul Campanile Livia 2580 m

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009 - Pasqualino e Giuseppe sul Campanile Livia

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010 - il percorso da fare per la Punta dei Due

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011 - in basso la forcella tra la Punta dei Due e il Campanile Livia

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012 - salendo verso la Punta dei Due

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013 - le fessure da sfruttare

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014 - salendo verso la Punta dei Due

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015 - salendo verso la Punta dei Due

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016 - salendo verso la Punta dei Due

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017 - salendo verso la Punta dei Due

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018 - sulla vetta della Punta dei Due 2608 m

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019 - sulla vetta della Punta dei Due, 2608 m, Giuseppe e Pasqualino

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020 - Roberta e più in basso Gemma, salendo sulla Punta dei Due

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021 - tutti sulla Punta dei Due

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022 - Punta dei Due 2608 m

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023 - sulla Punta dei Due: in piedi Pasquale e Roberta, da sinistra Giuseppe, Gemma, Enrico

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024 - scendendo dalla Punta dei Due andando ad intercettare la via Chiaraviglio-Berthelet

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025 - discesa dalla Punta dei Due verso la via Chiaraviglio-Berthelet

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026 - sulla larga cengia, dietro la Punta dei Due in una visuale insolita

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027 - …Si cammina tra i pinnacoli rocciosi a saliscendi in un ambiente stupendo ed inimmaginabile…

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028 - sosta e preparativi

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029 - si prosegue tra rocce e pinnacoli

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030 - la via è segnata con triangoli di vernice verde

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031 - la “finestra”, stupendo quadro

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032 - altro stupendo quadro, Vetta Occidentale del Corno Grande

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033 - il “pozzo”

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034 - il “pozzo” visto dal fondo

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035 - altra stupenda immagine, si nota la Grotta dell’Oro nella Val Maone

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035a - Giuseppe, Gemma, Roberta

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036 - aggiramenti e discese esposte

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037 - uno spigolo aereo e molto esposto da superare

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038 - la cengia prima del “pendolo”, stretta e molto esposta

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039 - il “camoscio d’Assergi”

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040 - Pasqualino in azione

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041 - superamento del “pendolo”

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042 - appena superato il “pendolo”

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043 - Roberta e Gemma all’inizio del “pendolo”

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044 - pochi metri per la Via Ferrata Danesi

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045 - Leandro pronto per fare sicura (non abbiamo il kit da ferrata)

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046 - le scalette della Ferrata Danesi

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047 - le vecchie scale

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048 - ultimo pendio breccioso prima di chiudere il giro

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049 - il pendio visto dal basso

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050 - la targa che segna l’inizio della Via Danesi

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